Il Commissario europeo francese Moscovici definisce l’Italia come un paese xenofobo

di Matteo Ghilardi.

Sembra ormai andare di moda criticare il governo Italiano ed ecco l’ennesima dichiarazione del Commissario europeo Moscovici, che  ha definito l’Italia, “un paese xenofobo”. La normale e civile dialettica tra istituzioni europee e governi, nel caso specialmente italiano, sembra essere saltata. E’ bastato uno spiraglio  di dignità nazionale del nuovo governo italiano che rivendica la libertà di definire la propria manovra economica, per far dimenticare i toni solitamente accesi  dei burocrati europei. Un cumulo di insulti gratuiti si è rovesciato sull’Italia, non appena sono cominciati a circolare le prime cifre economiche della gestione del governo. Nel caso del Commissario Moscovici non si capisce bene se parli a nome dell’Unione Europea o parli per volere del president francese Emanuel Macron. Ecco le forti dichiarazioni di Moscovici: “gli italiani hanno scelto un governo euroscettico e xenofobo” e continua dicendo, “siamo semplicemente i guardiani dei trattati, bisogna capirlo, dobbiamo essere rispettati come tali, né più né meno. Per il resto, senza essere medico, ho sempre saputo che è la febbre ad avere effetti, non certo il termometro. In Europa abbiamo delle regole abbastanza precise che non sono stupide”. Il Commissario non ha ritenuto di specificare per chi svolga il ruolo di “guardiano”,  se per i popoli europei o solo per alcuni paesi specifici, vedi Germania e Francia, che si sono autoproclamati il “direttorio europeo”, fatto sta che continua questa battaglia serrata tra le istituzioni europee e il governo italiana perché sembra non essere ben visto da alcune figure di rilievo come nel caso di Moscovici.
Nonostante le critiche fatte del commissario europeo sembra che l’Italia voglia andare avanti per la propria strada, senza tenere conto del parere delle istituzioni europee che hanno come principale nemico il governo italiano, questo anche per posizioni euroscettiche dei principali ministri del governo che non hanno la minima intenzione di cedere alle pressioni dei burocrati europei.

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