La Geraci S.p.a. è contro l’Italia?

Di Claudia Brugnone

Domenica scorsa ero in giro per la mia città, subito dopo il termine della messa domenicale. Ad un certo punto ho istintivamente sollevato gli occhi sopra un tabellone pubblicitario che, pur essendosi sempre trovato lì, questa volta ha colpito particolarmente la mia attenzione: la locandina cubitale apparteneva alla Geraci S.p.a. pertanto sponsorizzava l’acqua prodotta presso le Terme dell’omonimo comune, Geraci Siculo.

Basta osservare l’immagine per comprenderne il motivo. Ebbene, quella stessa immagine non ha suscitato in me né odio, né rabbia, né rancore (come piacerebbe dire ai benpensanti di sinistra), anzi un po’ di stupore e abbastanza compassione. Vi spiego.

Stupore: un’acqua confezionata in Italia che poggia sulle tavole italiane grazie a terme italiane non avrebbe dovuto essere rappresentata da una donna italiana piuttosto che da una donna forse italianizzata ma probabilmente non cristiana e sicuramente non di origine italiana?  

Compassione: si è davvero giunti (ancora una volta) a strumentalizzare il tema dell’immigrazione per la vendita di un prodotto commerciale?

Le strategie di marketing giocano un ruolo fondamentale nell’acquisizione di informazioni anche parzialmente utili, pertanto sarebbe più giusto prestare maggiore attenzione rispetto alle proprie intenzioni. Perché mentre c’è chi vede del buono in questa locandina, c’è chi invece come me non ha bisogno di un’immagine per ricordare il sentimento della bontà e continua a perseverare in un concetto diverso di integrazione, quella più giusta, più sicura, più sana e più costruttiva per l’individuo.

Ed infatti a me questa locandina ha dato un chiaro messaggio: sono contro l’Italia, sono contro gli italiani nati in Italia con origini italiane e gli italiani non rappresentano questa prodotto o il successo della mia attività.

Ha prodotto acqua per gli stranieri? Mi risulta che la Geraci S.p.a. mantenga la propria attività  prevalentemente grazie ai consumatori italiani, e in seguito (forse) anche agli stranieri italianizzati.

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