Il Che e la grafica SHOCK di Gioventù Nazionale Roma

Di William Grandonico

La grafica shock pubblicata su Facebook dai giovani “meloniani” è ormai sulla bocca di tutti. Dai giovani ai meno giovani, il post comparso poche ore fa sulla bacheca della pagina ufficiale di Gioventù Nazionale Roma lascia tutti agghiacciati.

Ieri, 9 Ottobre 2018, in ricordo della morte di Ernesto Guevara, sulla pagina Facebook del movimento giovanile di Fratelli d’Italia è comparso questo post:

 seguito da queste parole: “E se vale la pena rischiare io mi gioco anche l’ultimo frammento di cuore.” con la firma: “Comandante Ernesto Che Guevara”

La situazione pare essere sfuggita di mano alla comunità di destra della capitale. Sotto il post si leggono centinaia di commenti, alcuni addirittura molto forti contro i ragazzi della Meloni. Di seguito alcuni commenti:

questi sono alcuni dei commenti che, censurati, rendono l’idea dell’attacco da parte dei followers che in queste ore hanno avuto modo di leggere il post dei giovani di Fratelli d’Italia.Come già diceva la Meloni, che ricordo essere leader della destra sociale italiana, l’unica probabilmente rimasta nel nostro paese:“mi fa rabbia che ragazzi che hanno una storia come la nostra, per cercare un eroe, debbano andare a cercare un argentino morto in Bolivia. Perché nella nostra storia nazionale ci sono eroi che nulla hanno da invidiare a Ernesto Che Guevara che loro non conoscono perché nessuno glieli ha insegnati.”

Fa rabbia che i giovani della destra italiana, di una destra, quale quella di Gioventù Nazionale Roma, debbano osannare con un post pubblicato sulla loro pagina Facebook un criminale argentino. Un uomo che in nome della rivoluzione ha ucciso donne e uomini, seminato terrore, sparso sangue e addirittura, tradito dai suoi stessi “compagnii”.

Cara GN Roma, la destra giovanile italiana non ci sta. Una certa destra è gelosa dei propri uomini, dei propri eroi, della propria gente, dei propri guerrieri, poeti e patrioti. Una certa destra non ha bisogno di riesumare un argentino per ricordare il significato della fatica, del sudore, della rivoluzione. Cari giovani di destra, molti ragazzi lavorano al ricordo di tanti italiani morti sul fronte, che quasi cento anni fa hanno fatto inginocchiare uno degli imperi più forti del mondo, che con il sangue, il sudore e la fatica hanno urlato “non passa lo straniero”.

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