Mimmo Lucano, da dove nasce il doppiopesismo della Sinistra

di Giacomo Rossi.

Recentemente social e testate giornalistiche sono state invase dalla notizia dell’arresto del sindaco di Riace, Mimmo Lucano, trattenuto dalle autorità con la pesante accusa di favoreggiamento dell’immigrazione
clandestina. Ne hanno parlato tutti, non sta a me approfondire un tema di cui si è discusso fino alla noia.
Quello che è curioso, invece, è che Lucano non è solo, nella bacheca dei personaggi pubblici mitizzati dalla
Sinistra nel corso degli anni. Perché discutibile? Perché chiunque infranga una legge, qualsiasi essa sia, in uno
Stato di diritto, deve essere sanzionato di conseguenza. Il bravo cittadino può essere ovviamente in disaccordo con le leggi del suo Stato, ma per fortuna esistono dei mezzi (le cosiddette “fonti sulla produzione del diritto”) che consentono di cambiarle. La questione, in un paese serio, non deve essere il motivo, ma l’azione in sé per sé: Lucano ha infranto la legge, qualunque essa sia. Questo eguale riconoscimento di un
codice comportamentale comune serve appositamente per evitare l’anarchia e lo stato di natura. Chi ha dato
al sindaco di Riace il diritto di sentirsi superiore alle leggi dello Stato, e cosa lo differenzia da me? Perché io non posso infrangere leggi a mio piacimento? Ma nella storia della Sinistra ci sono dei gravi precedenti, come dicevo. Questa eterogenea fazione politico-culturale negli anni ha sempre cercato di elevare a miti personaggi la cui condotta appariva quantomeno
discutibile. Caso emblematico è quello di Cesare Battisti, terrorista condannato, vicino ovviamente ad
ambienti estremisti durante gli Anni di Piombo. Non a caso, in quegli anni, i militanti comunisti si rivolgevano
a chi di loro intraprendeva la lotta armata non con “criminali”, ma con un quasi affettuoso “compagni che
sbagliano”. Cesare Battisti, la magistratura ha confermato, ha ucciso. Un crimine, il peggiore, per cui la
Sinistra non ti concede deleghe nemmeno nel caso in cui un ladro stia minacciando la tua famiglia, ma
evidentemente se commesso da chi lo fa in nome di un’ideologia, accettabile. Sommando i casi di Cesare Battisti e di Mimmo Lucano emerge che per una certa fazione politica la legge è sovrastata dall’ideologia.
Da dove proviene questo discutibile atteggiamento? Dalla tradizione marxista da cui scaturisce la Sinistra
nostrana. L’atteggiamento marxista è totalitario, soprattutto nell’accezione gramsciana tanto diffusa in Italia.
L’idea è quella di un paternalismo benevolo volto a proteggere la plebe da loro politicamente distaccata dai
rischi del liberalismo. Con questo pretesto, la Sinistra ha preso possesso delle scuole e delle università,
creando de facto un’egemonia culturale. L’uomo di Sinistra si sente superiore per sua natura, in quanto l’ideologia marxista è da interpretarsi come un socialismo scientifico, con approccio materialistico alla storia,vista come una logica e naturale conseguenza di eventi, che solo loro, grazie alla profonda conoscenza di cui dicono di disporre, possono capire e interpretare. La democrazia quindi è solo un mezzo per giustificare ciò che loro considerano dogmatico ed indiscutibile.
Sul tema dei fenomeni migratori, l’uomo di Sinistra crede di avere la moralità in tasca. È convinto di aver
compreso perfettamente il fenomeno. Perché mai allora dovrebbe sottostare a leggi create da rappresentanti eletti dal popolo rozzo e ignorante?
Così i vari Mimmo Lucano e Cesare Battisti non sentono solo di avere il permesso, ma di averne addirittura
l’obbligo di piegare la legge a loro piacimento, e rispettarla solo quando lo desiderano.
Quando vi dicono che il sindaco di Riace ha agito per salvare l’anima di questo paese, che lo ha fatto perché
è un uomo al di sopra di ogni speculazione, dubitate. Lo ha fatto perché si riteneva al di sopra della legge che il parlamento da voi eletto ha votato, vi sta prevaricando, vi sta trattando come inferiori e come suoi
sottoposti. Nel gesto di Lucano non c’è umanità. Umanità è offrire a chi veramente scappa dalla guerra la
possibilità di costruire, se per caso se lo dovesse meritare, una vita migliore, senza assistenzialismo e favoritismi di sorta. C’è solo una feroce e non più repressa arroganza, di chi si crede trascendente al sistema.
La stessa arroganza di chi sbraita per difenderlo. La stessa arroganza di chi per Salvini vuole giustizia esemplare, mentre per un sindaco calabrese non si limita a giudicarlo innocente, ma giustifica il suo comportamento al di fuori delle regole.

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