È arrivato il momento di fare l’Italia!

di Pasquale Guacci.

Nell’amichevole giocata ieri al Ferraris di Genova arriva una delle prime “sentenze” per l’Italia del CT Roberto Mancini: la Nazionale non sa più vincere. Il ruolino di marcia di queste prime sei partite è (a dir poco) sconfortante: 1 vittoria, 3 pareggi e 2 sconfitte.

Diventa ancora più sconfortante se pensiamo che l’unica vittoria sia arrivata con l’Arabia Saudita in modo stentato. I tre pareggi sono arrivati con una modesta Olanda (che non si qualifica ad una manifestazione internazionale dal 2014), con la Polonia che al Mondiale ha fatto ben poco deludendo le aspettative (ma almeno loro in Russia ci sono arrivati), ed infine un pareggio che ha il sapore della sconfitta con l’Ucraina del CT Shevchenko. Le due sconfitte sono arrivate con i neo campioni del mondo della Francia e con un Portogallo tutt’altro che temibile e per giunta orfano di Cristiano Ronaldo.

A Genova abbiamo anche visto sprazzi di bel calcio (per carità) che fanno ben sperare: il bel debutto del giovane Nicolò Barella (bisogna insistere su questo ragazzo perché le qualità ce le ha e si vede); la velocità di fraseggio tra Chiesa, Bernardeschi e Insigne. Bisogna ammettere anche che soffriamo con poco. La compagine ucraina ha tirato solamente due volte in porta colpendo una traversa e pareggiando con Ruslan Malinovs’kyj.
Mancini recrimina il poco feeling con la dea bendata che sembra essersi scordata di noi ma la sensazione, dopo quasi un anno dal dramma sportivo di Milano con la Svezia, è che il CT brancoli nel buio senza soluzioni tattiche.

Il Commissario Tecnico di Jesi ha l’arduo compito di dare un’anima a questa Nazionale che oggi appare come un agnellino sacrificale sull’altare Europeo. Distaccandoci dal calcio è stato commovente l’applauso dello stadio al minuto 43 in onore delle vittime del ponte Morandi.

Domenica alle 20:45 allo stadio Slaski di Chorzow ci giochiamo una bella fetta di dignità calcistica con la Polonia e in caso di mancata vittoria saremo (quasi sicuramente) retrocessi nelle serie B della Nations League fallendo uno dei due obiettivi che la Federazione ha “imposto” al nuovo CT. Inutile rammentare che dovremo totalizzare bottino pieno con Polonia e Portogallo per vincere il girone e accedere alle semifinale del neonato torneo (vincendo la Nations League avremo la possibilità di partecipare alla fase finale di Euro 2020 senza il fardello del risultato ad ogni costo).
L’altro obiettivo, che è quello fondamentale, è quello di qualificarci attraverso le classiche qualificazioni che avranno inizio a Marzo 2019 e vedranno la qualificate le prime due del mini campionato a girone.
In occasione del 60 anniversario della manifestazione continentale per Nazioni, l’Uefa ha deciso che la fase finale non avrà luogo in un singolo Paese ma in 12 città Europee. La gara inaugurale si terrà allo stadio Olimpico di Roma e non possiamo permetterci di essere semplici spettatori.
Mancini ha il dovere di “far quadrato” affinchè la sua truppa acquisisca una mentalità vincente. Certo non siamo tra le top del mondo, ed è anche vero che nuovi Buffon, Totti o Pirlo non si vedono all’orizzonte ma non è tutto da buttare.

L’ossatura difensiva è costituita dai centrali difensivi della Juventus Chiellini e Bonucci, abbiamo il giovane Donnarumma in porta e Florenzi come terzino, ci sono i milanisti Caldara e Conti. A centrocampo ci sono gli innesti dei giovani come il già citato Barella insieme ai coetanei Pellegrini e Cristante, la sicurezza Jorginho e la vena artistica di Verratti che fa fatica a sbocciare. Sulle fasce, in attacco, abbiamo molta fantasia con Insigne, Bernardeschi, Chiesa, El Sharaawy. La davanti stiamo ancora aspettando la definitiva consacrazione di Immobile e Belotti, sperando in uno scatto d’orgoglio del Super Mario Nazionale, e la fame di Cutrone.

Insomma le qualità ci sono!

Mancini ha il diritto e il dovere di ricordare a questi ragazzi chi siamo e la nostra invidiabile storia calcistica. Qualificarci deve essere una prerogativa che non può e non deve sfuggirci. Caro CT, cari ragazzi il momento degli esperimenti è finito. E’ giunta l’ora di tirar fuori gli attributi.

È arrivato il momento “di fare” l’Italia !

Convocati per il match di domenica in Polonia:

PORTIERI
Alessio Cragno (Cagliari), Gianluigi Donnarumma (Milan), Salvatore Sirigu (Torino), Mattia Perin (Juventus)

DIFENSORI
Francesco Acerbi (Lazio), Cristiano Biraghi (Fiorentina), Leonardo Bonucci (Juventus), Giorgio Chiellini (Juventus), Domenico Criscito (Genoa), Danilo D’Ambrosio (Inter), Emerson Palmieri (Chelsea), Alessandro Florenzi (Roma), Alessio Romagnoli (Milan)

CENTROCAMPISTI
Nicolò Barella (Cagliari), Giacomo Bonaventura (Milan), Roberto Gagliardini (Inter), Jorginho (Chelsea), Lorenzo Pellegrini (Roma), Marco Verratti (Paris Saint Germain)

ATTACCANTI
Federico Bernardeschi (Juventus), Domenico Berardi (Sassuolo), Gianluca Caprari (Sampdoria), Federico Chiesa (Fiorentina), Patrick Cutrone (Milan), Sebastian Giovinco (Toronto), Ciro Immobile (Lazio), Simone Zaza (Torino), Lorenzo Insigne (Napoli)

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