Il fresco vento di libertà delle europee 2019

di Paolo Muttoni

 

Il prossimo 26 maggio le elezioni europee saranno più importanti che mai, saranno una battaglia potremmo dire, è più preciso dire che sarà la guerra decisiva per vedere se i popoli europei si sono finalmente risvegliati.
In Europa tira un fresco vento di libertà populista e popolare, vento che in diversi paesi prende correnti diverse. Abbiamo la Lega in Italia, che si propone come capofila di questa alleanza della libertà (indiscrezioni danno Savona candidato come presidente della commissione, e usando un termine gergale possiamo dire “Spettacolo”) in Francia abbiamo il Front National della Le Pen data per morta fino a pochi mesi fa, in questi mesi è riuscita a superare Macron nei sondaggi. In Austria abbia FPO come populisti di Strache, ed il nuovo partito popolare di Kurz (spostato sempre di più a destra, non per questo governano insieme) in Ungheria c’è il popolar populista Orban. In Germania AFD che oramai , nei sondaggi, è seconda forza dietro ad una Merkel che sta vedendo crollare il suo “Reich” elezione dopo elezione. L’Inghilterra è uscita da questa gabbia di matti. In Svezia, modello di integrazione secondo alcuni, i populisti democratici svedesi sono terzo partito in continua crescita.

Questi partiti che nei prossimi mesi verranno definiti con un aggettivo diverso a seconda del tempo , i candidati aggettivi sono : Populisti, Razzisti, Nazisti, Fascisti, Leghisti, Nazifascista, (Adesso arriva il meglio che è un mix del terzo millennio) Nazifascioleghista.

Partiti che non saranno tutti alleati tra loro, per il momento, ma saranno sparpagliati in due coalizioni. Nell’ENF( Europa delle nazioni e delle libertà) che sarà l’alleanza guidata da Salvini dei duri e puri partiti euroscettici pronti a cambiare questa Europa da cima a fondo, poi avremo una parte minoritaria di partito popolare che deve decidere cosa fare, se andare con i populisti, o rimanere con i popolari e distruggerli dall’intero.
Una cosa sarà certa l’eterno inciucio Socialisti- popolari non avrà più i numeri, e sarà caos elettorale anche nella commissione europea.

Nel 1848 ci fu la primavera dei popoli europei, con rivoluzioni, secessioni ed altre richieste di maggiori libertà in tutti i paesi del vecchio continente. Quasi 170 anni dopo, c’è una nuova occasione di primavera Europa (ovviamente in modo molto più moderati, regolare e legale) per decidere se cambiare o rimanere nell’Ancien Regime. Una cosa è certa. Il sistema europeo si sta dimostrando come quell’aristocrazia e classe nobile che alla fine dell’700 e per tutto l’800 si dimostrava attaccata ad i suoi privilegi, chiusa nei suoi palazzi con la loro ricchezza miope difronte al popolo che moriva di fame e di stenti perché non aveva il pane per sfamarsi.
Le assonanze sono tante con il presente, il risultato sarà uguale, ma con metodi diversi. Un nuovo ordine europeo.

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