Di Maio: “una manina ha manomesso il decreto fiscale”, Salvini “siamo persone serie”. Tutto è bene quel che finisce bene

Di Paolo Muttoni

 

Negli ultimi giorni si è sfiorata la crisi di governo. Il motivo non è ben chiaro, e molto probabilmente non sarà mai chiaro. Stando ai fatti.
Il 15 ottobre il consiglio dei ministri approva la manovra ed il collegato Decreto legge in materia fiscale. E fino a qui nessun problema. Parte il dibattito televisivo politico sui contenuti, si comincia a parlare di quota 100, del reddito di cittadinanza, della flat tax per le partite IVA, del taglio delle spese militari e ministeriali, dell’abrogazione del numero chiuso a medicina, del taglio di 1 miliardo per l’accoglienza, e della famigerata “Pace Fiscale” che secondo alcuni, in errore, chiamano condono.
Quindi allo stato dell’arte la situazione era questa, il governo aveva trovato un accordo e tutto si era concluso secondo prassi.

Il fatto avviene il 18 ottobre, intorno alle 7. Di Maio durante la registrazione di porta a porta, denuncia la manipolazione del decreto fiscale portato al quirinale per la firma di Mattarella (Subito il Quirinale chiarisce che il decreto non è mai arrivato). Annunciando la sua intenzione di denunciare tutto alla procura della repubblica, in questo caso però Di Maio sembra alludere ad una “manina” tecnica. L’oggetto del contendere è l’aggiunta di uno scudo penale per gli evasori che si autodenunciano, e dell’allargamento delle maglie della pace fiscale.

E già in queste ore il silenzio di Salvini in merito è abbastanza curioso. Il venerdì è di fuoco, Di Maio continua con le sue accuse, passando sempre di più ad accusare la Lega, rea di aver manipolato il decreto. Escono retroscena fantasiosi, lo spread arriva a 340, ed anche la lega rilascia un dichiarazione nella persona di Giancarlo Giorgetti. Il sottosegretario difende la Lega dicendo un laconico “noi siamo persone serie”.
In tutto questo Salvini era in Russia, motivi del silenzio, ma molti retroscena lo dipingevano come incavolato con Di Maio per i modi e le tempistiche.

Modi, di Maio come al solito ha un metodo comunicativo pari a zero dal mio punto di vista, cioè spara le cose senza averle verificate. Non puoi andare in televisione, sulla RAI, a dire che un decreto governativo è stato manomesso da chissà chi, non puoi parlare senza avere prove provate e colpevoli. Non puoi mettere a rischio la tenuta di un governo per dei tuoi “Presentimenti” sei un ministro della Repubblica, abbi almeno un minimo di senso delle istituzioni. Ma questo è uno dei tratti caratteristici e distintivi di Di Maio e Salvini. Il primo pare tutto istituzionale e moderato nei momenti normali, nelle situazioni eccezionali spara sentenze a caso ( Voleva destituire Mattarella). Salvini invece è molto più istituzionale di quanto sembri in realtà, nel senso che parla quando sa cosa dice e quello che deve dire, e soprattutto se manda accuse parla solo se ha delle prove.

In tutto questo, il premier Conte convoca un consiglio dei ministri per il 20 ottobre, al fine di pacificare la situazione. Dato che siamo ad un passo dalla crisi di governo.
Arriviamo al 19 ottobre, Salvini risponde con un live su facebook dal trentino. Dice chiaramente che in quel consiglio “Conte leggeva e Di Maio verbalizzava” e che “ io per fesso non ci passo”. Di Maio qualche minuto dopo risponde con un live anche lui ed accusa in modo indiretto Giorgetti dicendo che i decreti dal punto di vista tecnico sono analizzati sempre nel pre-consiglio, che deve essere convocato da voi sapese chi (Giorgetti, ndr).

“Però tutto è bel quel finisce bene” come ha detto Di Maio dopo il consiglio dei ministri, il maxi condono è stato tolto e la quadra è stata trovata. Da questa querelle però io ho tratto due conclusioni
Questo caso è stato montato dai 5 stelle perché il 20-21 ottobre avevano “Italia a 5 stelle” e dovevano in qualche modo far digerire alla base la pace fiscale, la politica migratoria della lega, il si al TAV, il si alla TAP e la non chiusura dell’ILVA. Ed ecco perché si è deciso di distrarre tutto su questo
Giorgetti. per i 5 stelle il sottosegretario è il colpevole, non lo hanno mai apertamente detto, ma lo hanno lasciato intendere dalle loro dichiarazioni e continui attacchi. Ora. Giorgetti è una persona di grande spessore ed esperienza, ed è indispensabile all’intero di questo governo; sia per le sue conoscenze in ambito tecnico, sia per le persone che conosce.

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