Intervista a Francesco De Santis, segretario Movimento Giovani Abruzzesi

A cura di Manuel Di Pasquale.

 

Francesco De Santis, ventiduenne aquilano, è dal 2017 consigliere comunale de L’Aquila, nonché vice capogruppo della Lega in Consiglio Comunale e, inoltre, segretario del Movimento Giovani Abruzzesi. Nonostante la giovane età è impegnato da anni  nella militanza politica: nel 2014 fu eletto vicepresidente della Consulta degli Studenti della provincia de L’Aquila. L’anno successivo verrà eletto Consigliere di Circoscrizione. Sempre nel 2015 verrà nominato Responsabile del dipartimento giovani di Noi con Salvini Abruzzo. Prima dell’elezione a consigliere comunale diverrà Responsabile regionale di Noi con Salvini Giovani – Abruzzo, oggi noto come Movimento Giovani Abruzzesi.

 

Come è nato il tuo desiderio di fare politica e, soprattutto, di militare in Noi con Salvini in un periodo in cui la Lega non era vista di buon occhio da queste parti?

La passione per il servizio, perché la politica va intesa come vero e proprio “servizio” nei confronti della propria comunità, nasce dai primissimi anni di scuola. Venni eletto prima come rappresentante nella Consulta degli Studenti e poi come Consigliere di Circoscrizione nel mio quartiere. Lì iniziai ad avvicinarmi alla Lega, che all’epoca già si dimostrava un progetto coraggioso e “fuori dalle righe”. La Lega di Matteo Salvini, che qui in Abruzzo si chiamava “Noi con Salvini”, stava sfidando non solo la politica nazionale, ma stava affrontando quello che nessun partito è riuscito a fare negli ultimi 30 anni in Italia: stava sfidando se stessa, sia sul piano culturale che su quello politico. La Lega non solo non è morta, come invece tutti gli altri partiti con i quali ha condiviso il Parlamento nei passati vent’anni, ma è riuscita ad analizzare l’attuale società italiana ed europea e, forte dei suoi valori e delle sue idee, ha lanciato la propria sfida alla Nazione, diventando un partito federalista su più ampia scala. Un partito che guarda a tutta l’Italia, nel rispetto delle sue differenze, dei suoi campanili, delle lingue e culture. La Lega di oggi è quella che sognavamo di vivere quando nel 2015 siamo entrati in “Noi con Salvini”. Viverla adesso, ed averla vista nascere e radicarsi sui nostri territori, è un orgoglio immenso. Forse non è stato semplice all’inizio far sventolare la bandiera con Alberto da Giussano in zone dove la Lega non era mai arrivata, ma oggi il lavoro e il sacrificio sono stati ampiamente ripagati.

 

Qual è il modo migliore per coinvolgere i giovani nella militanza e, in special modo, farli appassionare alla politica?

Credo che nessuna famiglia politica come la Lega possa vantare il risultato dell’elezione in Parlamento di così tanti ragazzi provenienti dal movimento giovanile. È un risultato che descrive chiaramente la differenza tra “noi” e tutto il resto, basti pensare che il PD non ha eletto nemmeno un ragazzo sotto i 30 anni. La Lega vive anche grazie al suo movimento giovanile, e per noi Abruzzesi esserne entrati a far parte è un onore immenso.
Detto questo, è chiaro che far appassionare i ragazzi alla politica, e ancor più al sacrificio della militanza, non è semplice. Specialmente oggi che la rabbia che la nostra generazione si porta dentro viene espressa sui social invece che nelle piazze e nelle strade delle nostre città.
Per questo a Settembre, ai piedi del nostro Gran Sasso, abbiamo organizzato il primo congresso del Movimento Giovani Abruzzesi, la giovanile della Lega Abruzzo. Abbiamo riunito oltre 60 ragazzi da tutta la regione e per due giorni ci siamo seduti a tavolino ed abbiamo discusso dell’unica cosa che incendia ancora i cuori dei nostri coetanei: i valori. Ci sono delle idee che non muoiono mai e che nella storia si evolvono, si modellano con le società, si scolpiscono nei cuori di chi se ne innamora. È da quelle idee che dobbiamo ripartire, dai sogni di libertà per le nostre regioni, accerchiate da una burocrazia folle che paralizza le amministrazioni territoriali. Dalla sete di giustizia, per chi non riesce a mantenere la propria famiglia ma deve assistere ad un’Europa che deliberatamente sceglie di suicidarsi accogliendo i disperati di tutto il mondo. Dalla voglia di lottare per una nazione più giusta, più sicura, fiera dei suoi millenni di storia e che non abbia paura di affrontare l’economia globalizzata con la forza delle proprie aziende, delle proprie risorse e delle qualità che da sempre ci differenziano dal resto del mondo. Per questo abbiamo chiamato il nostro evento “Viteliù”, per ricordare il sogno di quella piccola Italia “confederata” che duemila anni fa affrontava un sistema oppressivo e centralizzato. I giovani che si avvicinano alla Lega, oggi, lo fanno grazie all’incredibile forza di Matteo Salvini e se poi rimangono e militano con noi è perché trovano un partito vivo, fatto di sogni, di valori di idee che rendono fertile ogni battaglia per la propria terra.

 

Movimento Giovani Abruzzesi, con un logo che rimarca i simboli d’Abruzzo, come il trabocco, il Corno Grande e la Croce di San Bernardino. È possibile, quindi, far emergere le identità locali – non solo regionali – e, allo stesso tempo, tenerle unite e coese?

Assolutamente sì, l’Italia è stata e tornerà ad essere grande in Europa solo quando lo Stato riuscirà a costruire una struttura federalista e territoriale per il nostro Paese. Nessuno mette in dubbio l’Unità o la bandiera che dopo 150 anni, nonostante gli iniziali soprusi ed i naturali conflitti, è diventata il simbolo che ci fa riconoscere in una spirituale unità tra i popoli della penisola. Oggi parlare di Federalismo significa lottare per portare l’Italia ad una vera e definitiva Unità nazionale, ad una rete di comuni, territori, regioni che possa essere il trampolino di lancio anche per chi, come noi del Centro-Sud, si è sempre sentito “paralizzato” dallo Stato centrale, che faceva e continua a fare da “padre – padrone”. Parlare di autonomia per l’Abruzzo, ad esempio, potrebbe sembrare prematuro oggi, ma non si deve né si può più rimandarne la discussione: o impariamo a volare da soli o chi sta meglio deciderà di tagliare i rubinetti. L’Abruzzo è una regione che ha tutte le possibilità per accettare la sfida dell’autonomia, ha solo bisogno di un movimento che sappia rimetterla al centro del dibattito. Per questo esistono, oggi, i Giovani Abruzzesi. Difendiamo l’identità, la storia, la cultura di casa nostra, insieme alle migliaia di fratelli leghisti che in tutta Italia portano alta la bandiera della propria terra e della Lega che, grazie all’infaticabile Segretario e Ministro Matteo Salvini, è riuscita a legarci da Trento a Palermo, passando anche per l’Abruzzo.

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