Il maltempo ci dà un segnale: l’Italia sta crollando

di Paolo Muttoni.

Il maltempo di questi giorni  avrà una lunga coda polemica. Il dato di fatto principale, e dai cui non bisogna sviare, è che sono morte 9 persone. 9 persone morte, perché ha piovuto un po’ più del solito, è francamente vergognoso. Non solo morti e feriti, ma anche numerosi danni strutturali ed ambientali:

  • Strade che si sono sbriciolate come la sabbia;
  • Decine di alberi che sono caduti sulle strade, provocando non solo disagi di viabilità, ma anche danni alla rete stradale;
  • Frane;
  • Fiumi, anche storici, esondati (il Piave che 100 anni fa “Mormorò non passa lo straniero” oggi esce dai suoi argini);
  • Scuole chiuse, allagate ed alcune che hanno visto crolli (anche alcune università pubbliche e private hanno vissuto disagi pesanti);
  • Ed alluvioni causate un po’ ovunque.

Un “Bollettino di guerra”:  il fatto grave che tali situazioni non sono casi isolati, ma sarà il secondo o terzo caso dall’inizio di questo mese. Il che ci dice una cosa, o meglio la terra Italia ci manda un segnale: ha bisogno di essere sistemata.

Possiamo parlare e filosofeggiare sul debito pubblico che è troppo alto, sullo spread che ha raggiunto 320, sulle agenzie di rating, sull’outlook dell’Italia, su quanto l’euro sia una moneta sbagliata, su quanto l’Europa sia governata da incapaci, sul rapporto debito/Pil e sul deficit di bilancio. Ma alla gente “normale” queste cose fregano relativamente.

Frega invece molto di più che il ponte su cui passano è sicuro, gli frega che quando piove non debba avere paura che una montagna crolli o che un fiume esondi, gli frega che i loro figli nelle scuole siano al sicuro mentre loro sono a lavorare. Non gli importa di quegli argomenti citati sopra, perché lo spread può pure essere a zero ed il rating italiano il migliore al mondo. Ma se la signora Maria o la famiglia di Tizio non riescono a tirare a fine mese e a guadagnarsi da mangiare si incazzano, giustamente.

Detto questo è chiaro che al paese serva un piano straordinario di manutenzione di tutte le infrastrutture. E voi direte: embè? Non risolve i problemi di Maria o di tizio. Falso. Perché investimenti significano lavoro, lavoro significa ricchezza, ricchezza significa più felicità del popolo.

Piano straordinario che si può calcolare velocemente, in modo molto approssimativo e giusto per dare un’idea di massima su quanto possa costare mettere tutto in sicurezza. (presto detto che non si può fare tutto in pochi anni e che servirebbero commissari speciali con competenze straordinarie per velocizzare e migliorare i tempi, oltre che la qualità)

 

PONTI

Numero di ponti italiani 10.000
Costo medio per metro quadrato 800
Metri quadrati medi per ogni ponte 2000
Costo per messa in sicurezza ponti 16 miliardi di euro

 

SCUOLE

Numero di scuole italiane 65 mila
Scuole che necessitano manutenzione 9 su 10
costo medio per scuola 1 milione
Costo totale manutenzione 57 miliardi di euro

 

STRADE

Chilometri di strade italiane (Circa) 900 mila km
Costo totale manutenzione 50 milioni di euro

I costi sono veramente imponenti, e come ho detto prima meritano misure speciali. Però va fatto un ragionamento molto serio.

Come ha detto il ministro Savona, qualche mese fa durante la discussione alla camera sul DEF, l’Italia deve fare ciò che Roosevelt fece dopo la crisi del 1929: piano di investimenti pubblici, aumento spesa pubblica, riduzione burocrazia, incentivi alle imprese.

In questo modo, col “New Deal”, il presidente democratico riuscì a fare ripartire quella che da lì sarebbe diventata la più grande potenza del mondo, ed a unire un nord industrializzato con un sud molto arretrato. E qui i dejà vu con la situazione italiana sono molti, e non lo dico io, ma il ministro Savona (colui che vorrei vedere alla presidenza della commissione europea)

Detto questo, ho fatto un calcolo finale per tutti costi della manutenzione, aggiungendo anche altri costi (in modo molto approssimativo) per le cose di minore importanza come argini di fiumi, buche delle strade, alberi da tagliare (perché quando serve gli alberi vanno tagliati) ed altri costi di copertura, riassunti in questa grafica:

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