I 153 giorni gialloverdi

Di Paolo Muttoni

Il 1° Giugno 2018 giurava uno dei governi più inediti che ci potesse immaginare il 4 marzo. L’alleanza Giallo-verde , fondata sul Contratto di Governo firmato dai due leader, nonché Vicepremier, Salvini e Di Maio.

Un governo strano senza ombra di dubbio, ma un governo di rottura, proprio come avevano chiesto i cittadini con il voto del 4 marzo.

 

Governo che aveva già fatto parlare di sé il 27 maggio 2018. L’accordo era stato firmato, la quadratura ministeriale anche, il premier di mediazione pure (Prof. Conte), ma in tutto questo si intromise Mattarella, che avvalendosi dell’articolo 92 della costituzione rifiuto il ministro dell’economia, Paolo Savona. Il motivo era prettamente politico, Savona è conosciuto per aver teorizzato un Piano di B di uscita dall’Euro nel caso in cui quest’ultimo entri in una crisi irreversibile.

Sembrava la fine di questo , neanche nato, governo. Qualche ora Mattarella convoca Carlo Cottarelli per il giorno successivo, pronto a conferirgli l’incarico di formare un governo tecnico. E qui comincia una bizzarra notte , o per meglio dire surreale, in cui si apre uno scontro istituzionale tra partiti e colle.

 

Passati i problemi, fallito il tentativo di Cottarelli (che sarebbe andato alle camere con 930 voti contro), viene richiamato il Prof. Conte. Si è trovata una mediazione, al MEF va Giovanni Tria, con Savona spostato alle politiche europee ( mossa astuta). Con i due vicepremier che diventano:

  • Matteo Salvini: Ministro dell’interno
  • Luigi di Maio: Super ministro del lavoro e dello sviluppo economico (Super per l’unione dei due ministeri)

 

Ed il 1°Giugno si giura , e parte il governo definito del “Cambiamento”.

Dall’estero subito titolano “Arrivano i Barbari” cominciano attacchi incrociato di unione, banche, giornali, e tutto il sistema mandato a casa il 4 marzo.

 

Pronti via, il 10 giugno Salvini fa capire che come disse lui qualche giorno dopo il giuramento “La pacchia è finita”. Ed è finita veramente in un assolato pomeriggio domenicale di inizio giugno , Sgancia la Bomba dicendo che è in arrivo una nave di una presunta ONG con 629 clandestini a bordo e dichiara subito “ i porti sono chiusi”. Dando pane per i denti dei giornalisti, ed effettivamente i porti sono rimasti chiusi e questa nave dopo essere stata giorni in mare si dirige verso  la spagna con buona pace di chi lucrava sulla vita di quelle persone.

 

Il primo vero decreto del governo, che terrà occupata la politica per tutto giugno, è stato il decreto dignità di Luigi Di Maio. Un decreto che ha l’obiettivo di ridare dignità al lavoro e di rilanciare i contratti a tempo indeterminato, oltre che l’occupazione. Tuttavia all’alba  di novembre non possiamo analizzare i suoi effetti, dato che è entrato in vigore solo qualche ora fa. Aspetteremo con fiducia.

 

Nel frattempo anche il professor conte e Savona si rendono protagonisti.  Il primo prende la totale simpatia di Trump, e vedendo il caso TAP Conte ha attirato più che una semplice simpatia da Donald. Ma non solo Conte stupisce per essere un premier, non mediatico, ma di classe e concretezza, oltre che di una proprietà di lingue straniere molto alte.

 

Il secondo invece parte da subito a criticare l’Europa, insomma fa quello per cui è ministro cambiare l’Europa e tutti i suoi assurdi meccanismi, chissà che non diventi il prossimo presidente della commissione.

 

Torniamo al 20 agosto 2018. Salvini Blocca in porto la nave della guardia costiera “Diciotti” con decine di clandestini a bordo. Per giorni sulla nave andranno parlamentari e figure note di sinistra, ma anche il PM di Agrigento Patronaggio che, udite udite, il 25 agosto indagherà Salvini per sequestro di persona aggravato (Effettivamente questo è solo pane per i denti di Salvini) facendo schizzare la sua popolarità.  Dopo questo, Salvini farà sbarcare i clandestini distribuendoli al vaticano e all’Albania.

 

Nel frattempo Di Maio riesce a salvare l’ILVA ed a non farla chiudere, come invece aveva promesso in campagna elettorale. Anche sui vaccini i 5 stelle cambiano idea inventandosi “L’obbligo Flessibile”. Altro voltafaccia è la questione TAP, tornando a quello che dicevo prima qui ci vedo lo zampino di Trump che ha promesso aiuto economico all’Italia, ed una delle condizioni è senza dubbio questo.

 

Ponte Morandi. Una tragedia troppo grande per portarla ad un così basso livello politico. Di questa catastrofe bisogna dire solo 3 cose:

  • Chi ha sbagliato deve pagare, e pagare caro
  • Quel ponte deve essere ricostruito nel più breve tempo possibile
  • Il governo ha gestito bene la situazione emergenziale. Un po’ meno la situazione successiva, con il decreto che ci ha messo molti giorni per essere approvato, con il ministro dei trasporti Toninelli che troppe volte si è lasciato andare a gaffe e dichiarazioni fuori luogo.

 

Capitolo economia. Tralasciamo il grottesco balcone dei 5 stelle post-approvazione Def , imbarazzante. Arriviamo al periodo di Manovra di bilancio e Documento di economia e finanza. Non andiamo troppo nel dettaglio sennò esce un libro, basta solo dire che il governo ha mantenuto ciò che ha promesso nel contratto, portano il Deficit al 2.4% (occhio perché sono uno 0.5 è  di questo governo, il resto sono le clausole di salvaguardia neutralizzate da parte del governo).

 

Sulla manovra però va fatta una digressione, o meglio sul DL Fiscale, perché ci stava cadendo il governo.

Allora, Di Maio, con la sua solita comunicazione di livello zero, va in televisione dicendo che al quirinale è arrivato un decreto manomesso, con una pace fiscale, poco pace e molto condono.

Ora tu non puoi lavare così i panni sporchi in diretta televisiva, è ovvio che poi come è successo Salvini e la lega si incazzano, ma non solo, lo spread in quei giorni schizzò anche a 340 punti base.  Comunque tutto è rientrato con un bel consiglio dei ministri ed una bella Cena.

 

Infine abbiamo il decreto Salvini. Decreto fascista secondo alcuni, molto semplicemente è un decreto che cerca di portare un po’ più di sicurezza nel nostro paese. Ora aspettiamo l’approvazione delle camere, sperando che il M5s non tiri brutti scherzi.

 

Non ci resta che aspettare e sperare, vendendo cosa succede. Con la consapevolezza che non è il miglior governo per l’Italia in questo momento, ma è l’unico governo che può governare l’Italia.

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