Conte resiste alle provocazioni di Floris

di Lorenzo Stella.

Nella notte di martedì 6 novembre, mentre gli appassionati di politica si mettono comodi in attesa della maratona di Mentana sulle elezioni statunitensi di metà mandato, lo scontro è nell’aria. È nell’aria di Milano, dove l’Inter pareggia contro il Barcellona, è nell’aria di Napoli, dove i partenopei riprendono il PSG, ed è nell’aria degli studi di La7, dove Floris cerca di stringere all’angolo il Presidente Conte. La metafora calcistica sembra creata ad arte: la Milano (anche se nerazzurra) di Salvini contro una delle metropoli simbolo del multiculturalismo e la Napoli di Di Maio contro la Parigi della gauche caviar. Le due anime di questo governo populista, espressione della maggioranza del popolo italiano, contro l’Europa dei mercati. Lo scontro che avviene fra il Presidente Conte e Floris segue la linea dei suddetti e finisce in parità con i due contendenti che si dividono equamente le riprese, volendo passare dal calcio al pugilato. Entrambi i lottatori si studiando e si scaldano i guantoni a distanza con Floris che martella di frecciatine e battute l’avversario. “È vero che fa da giudice nelle liti fra Salvini e Di Maio? Non si è mai sentito in imbarazzo per le opinioni di Salvini sull’immigrazione? I mercati e l’Europa sostengono che la vostra manovra non funzionerà! Trump permette negoziati fra Italia e Iran in cambio del TAP? Il ponte di Genova sarà ricostruito entro il 2019?” Conte, mai veramente spiazzato dai colpi avversari e dal feroce quanto poco incisivo attacco di Floris, è evidentemente abituato a praticare un altro sport. Chi, tra il pubblico, si aspettava gli spergiuri di renziana memoria o le più antiche commedie del ventennio berlusconiano è rimasto profondamente deluso. Il primus inter pares del governo pentaleghista è, per sua stessa ammissione, un avvocato e, come tale, si attiene a ciò che è nero su bianco (o giallo su verde) e non si sbilancia in previsioni, al massimo esprime alcune sue ambiziosi speranze. “In cinque mesi abbiamo fatto tantissimo cose e che vi siano stati litigi lo apprendiamo dai giornali. L’accoglienza indiscriminata equivale alla non accoglienza. Non ho mai partecipato ad un incontro internazionale con il cappello in mano. Spero di poter inaugurare il nuovo ponte entro il 2019. Lei mi parla come un europeo che critica un italiano. Io faccio gli interessi del popolo e gli azionisti maggiori sono i nostri sostenitori“. Colpo dopo colpo, schivata dopo si schivata si arriva al termine delle otto riprese. Conte e Floris si scambiano un’occhiata, una stretta di mano e un augurio di repertorio. La sfida alle stelle dell’Europa, in politica come nel calcio, è soltanto rimandata. In bocca al lupo a tutti noi.

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