Asia Bibi rifiutata da “Londonistan”: noi siamo ancora in tempo per salvarci.

di Manuel Di Pasquale.

Al di là di qualsiasi retorica, pro o contro immigrazione, controllata o meno, sta succedendo qualcosa di strano. Troppo strano. Quando dalle file della Lega parte lo slogan “stop invasione”, dall’altro lato partono pernacchie. La situazione nostrana, però, è diversa: noi siamo ancora legati, direi giustamente, al culto delle nostre tradizioni, delle nostre radici, del nostro essere, prima di tutto, Italiani.

Nel Regno Unito, al giorno d’oggi, sembra non essere più così. Partendo già dal presupposto che Londra, a quanto pare, non sia più a “maggioranza bianca”: scelta loro. A Londra, quindi, l’immagine dell’albionico classico non esiste più. Londra, anzi, pare proprio non essere più una città britannica, ma una semplice metropoli dove si parla l’inglese. Nessuna cultura che guarda al passato, perciò, nessuna cultura che avrà un futuro.

A Londra, proprio in questo momento, sta succedendo qualcosa di inimmaginabile fino a qualche anno fa: Asia Bibi non potrà essere ospitata nella città della Regina Elisabetta. Proprio per i motivi detti sopra: Londra non è più una città inglese. Alcuni estremisti pakistani stanziati nell’isola nordica, come a Islamabad, vogliono la testa della contadina cristiana. Inaccettabile: non è più Europa, questa. Il Regno Unito sembra essere pronto a lasciare l’Unione Europea per entrare nell’Organizzazione della cooperazione islamica. Non è nemmeno il primo caso: Tajamal Amar, altro cristiano pakistano, oggi residente in Gran Bretagna, ha riferito di subire attacchi da parte dei suoi connazionali. Il Regno Unito, adesso, teme: lo ha riferito Wilson Chowdhry, presidente dell’associazione cristiana pakistana inglese. Temono che l’arrivo di Asia Bibi, oltre a causare disordini nella capitale, possa mettere in pericolo le ambasciate, che potrebbero essere esposte ad attentati terroristici.

Era prevedibile, però: quando si antepone il “progresso” (in questo caso, regresso) al proprio essere, è naturale che succedano situazioni simili. Noi siamo ancora in tempo per salvarci. Il futuro, per essere roseo, deve indubbiamente guardare al passato. Se ci daranno degli ignoranti, degli intolleranti et similia, cammineremo a testa alta. Tocca a noi, adesso, essere l’ultimo faro, l’ultimo spiraglio di luce del mondo occidentale.

 


Riferimenti:

“Londra come il Pakistan: non vuole dare l’asilo ad Asia Bibi” – Il Foglio

“Londra peggio di Islamabad: rifiuta l’asilo politico ad Asia Bibi <<per paura>>” – Tempi

“A Londra i bianchi inglesi diventano una minoranza” – La Stampa

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