Decreto Salvini: più sicurezza agli italiani

di Paolo Muttoni.

Il 7 novembre sarà un giorno che Salvini ricorderà per molto tempo. Alle 12:19 in Senato è stato approvato il suo decreto sicurezza, anche contro parte del Movimento 5 Stelle. Dopo ciò, in cui entreremo dopo nel dettaglio, Salvini ha approvato il taglio dei 35 euro che ogni cooperativa riceveva per ogni migrante ospitato. Taglio netto, visto che la cifra passerà a 19 euro. Insomma con gli sbarchi diminuiti del 92%, i soldi per ogni migrante tagliati del 54%, possiamo oggettivamente dire che di quei 5 miliardi che i governi PD spendevano per l’accoglienza, ne rimarranno ben pochi. Soldi che potranno essere investiti per assumere nuovi poliziotti e tagliare le tasse.

Entriamo nella fattispecie del decreto Salvini, che ricordiamo dovrà passare alla camera prima di diventare legge dello stato. Il decreto tocca vari ambiti:

Sicurezza:

  • più poteri ai sindaci: gli amministratori locali potranno chiudere locali che provocano problemi all’ordine pubblico;
  • investimento di 90 milioni di euro in telecamere da investire per sistemi di sorveglianza, ed inoltre per assumere più uomini delle forze dell’ordine locali;
  • assegnazione della pistola elettrica anche ai vigli urbani;
  • Costruzione nuove carceri;
  • Costi dell’ordine pubblico per gli eventi calcistici a carico delle società;
  • Carcere per chi organizza occupazioni;
  • Piano nazionale di sgomberi immobili occupati;
  • Stretta sul noleggio di tir e furgoni, al fine di evitare che vengano usati per scopi di terrorismo;
  • Daspo per chi è sospettato di terrorismo;
  • Chiusura negozi etnici dopo le 21:00.

Contrasto alla mafia:

  • più soldi alle vittime di estorsione ed usura;
  • Sanzioni più dure per i parcheggiatori abusivi ed accattoni molesti;
  • Aumento delle sedi per l’agenzia nazionale dei beni confiscati ai mafiosi;
  • Carcere per chi sfrutta i mendicanti.

Immigrazione:

  • Trasparenza sui costi di chi accoglie i migranti (cooperative);
  • Cittadinanza solo a coloro che conoscono la lingua;
  • Se un richiedente asilo commette reati vede la sua domanda respinta subito;
  • Abolizione della protezione umanitaria;
  • Raddoppiati il trattenimento presso i centri per i rimpatri, da 90 a 180 giorni;
  • Stanziati 3 milioni in tre anni per il fondo rimpatri.

Un bel “decretone” che rispecchia il ministro che lo ha concepito. Sicuramente l’intenzione di aumentare la sicurezza degli italiani è chiara ed evidente, in teoria questo potrebbe accadere perché vengono assunti nuovi poliziotti e c’è una bella stretta anche sul terrorismo e sulle occupazione di immobili abusivi.

Per quanto riguarda l’immigrazione Salvini continua nel suo giusto solco tracciato da “La pacchia è finita”. L’unica nota stonata è il fondo per i rimpatri, però è anche chiaro che Salvini ora sta cercando di intavolare trattati con i paesi di provenienza, e mettere tanti soldi in quel fondo ora è inutile.

Infine la mafia, di cui Salvini sta clamorosamente facendo un suo cavallo di battaglia, clamorosamente in senso positivo perché in campagna elettorale sì, ne parlava, però ora che è al governo dice più cose di quelle che ha promesso su tale argomento.

Insomma la Lega non è al 32% per un puro caso perché, stando ai fatti, sta mantenendo le promesse fatte. L’importante è continuare così, e limitare l’influenza dei 5 stelle sulla manovra di bilancio.

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