Riflessione sul congresso giovanile di Forza Italia

Di Marco Di Lecce

Questo fine settimana, il 10 e 11 novembre, in uno splendido hotel di Roma, si è svolto il congresso giovanile di Forza Italia, in cui io ho avuto il piacere di essere stato delegato votante.
Premettendo che io credo profondamente in logiche orizzontali e democratiche, non posso non essere entusiasta del congresso, primo dopo ben 20 anni. Infatti le occasioni di confronto sono sempre ben accette e necessarie in un partito politico.
Detto questo, che è l’elemento centrale e intrinsecamente più importante, ci sono altri aspetti più concreti da tenere in considerazione.
Il congresso aveva l’intenzione di apportare nuove energie nella struttura del movimento giovanile: sono speranzosamente convinto che tale obbiettivo sia stato raggiunto con la vittoria del mio amico nonché ex coordinatore regionale Stefano Cavedagna, persona che ha sempre cercato di stimolare dinamiche orizzontali e partecipative.
Ultima riflessione necessaria è la seguente: alle novità create dal congresso non occorre apportare una dimensione distruttiva del passato del movimento giovanile. Infatti una struttura plurale, come un partito politico, è forte nella misura in cui si cerchino logiche compromissorie ed aggregative.
Solo il tempo ci dirà come le cose si possano evolvere, ma una cosa è certa: questo fine settimana sono nate molte speranze.

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