Sgomberato il Baobab di Roma, ma il PD pensa a Casapound: “Da Salvini stessa fermezza verso di loro”

di Manuel Massimiliano La Placa.

Roma. Nella giornata del 13 novembre il Viminale ha da ordinato lo sgombero del Baobab Experience, centro di accoglienza di transito per migranti già smantellato più volte in precedenza sul territorio della Capitale.

Soddisfazione espressa dal Ministro dell’Interno Salvini che ha coordinato gli interventi, così come dalla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni che propone al Sindaco pentastellato Raggi di ampliare il campo d’azione a “tutti gli altri stabili occupati da immigrati e divenuti luogo di degrado, spaccio e criminalità”.
 
L’iniziativa tuttavia incontra la netta critica della sinistra targata PD che, con le parole del Presidente della Regione Lazio Zingaretti, prossimo candidato alla Segreteria del partito, non soltanto attacca Salvini ma se la prende soprattutto con Casapound Italia:”Ora ci aspettiamo la stessa fermezza verso CasaPound”.
Parole a cui fa eco Bruno Astorre, Senatore in quota PD:”Salvini asfalta la sindaca Raggi che aveva garantito progetti di inclusione e politiche dell’accoglienza positive, usa il pugno duro contro Baobab, ma non osa farlo nei confronti di Casapound”
A stretto giro giunge la replica di Simone Di Stefano, leader di Casapound, che dalla sua pagina Facebook accusa lo schieramento di sinistra di non vedere la differenza tra “Un accampamento abusivo fatiscente a cielo aperto dove ci sono centinaia di clandestini in tenda e dove avvengono spaccio, furti e stupri e un palazzo dove vivono famiglie italiane tutte con regolare residenza concessa dal Comune e regolare contratto con l’azienda comunale dei rifiuti”.
Nelle ultime ore, interrogato sulla questione legata ad un potenziale sgombero della stessa Casapound il Ministro Salvini, da quanto si apprende da un articolo pubblicato di recente dall’Agenzia Giornalistica Italia sul proprio sito, avrebbe replicato così:”Il calendario lo fanno le emergenze, prima vengono gli stabili di cui ho parlato, poi toccherà anche a loro. Entro la fine dell’anno a Roma si faranno sgomberi attesi da anni, abbiamo un calendario dettato dalle urgenze: nelle prossime settimane verranno sgomberati 4 edifici pericolanti. A questi se ne aggiungono 23, oggetto di provvedimenti giudiziari su cui paghiamo anche la penale per il mancato sgombero. Poi tutte le altre situazioni, compresa CasaPound”.

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