Salvini è il primo ospite del programma “Alla lavagna”; si tratta di propaganda o confronto con una futura generazione?

di Matteo Ghilardi.

Matteo Salvini prende il ruolo di insegnate in una classe di bambini delle elementari che gli rivolgono delle domande. Il Ministro dell’Interno  è il protagonista della prima puntata di ‘Alla lavagna‘, su Rai3, tra domande  sul razzismo e spiegazioni del significato di sovranismo. Una tipologia di trasmissione  che non ha mancato di suscitare polemiche: sui social gli oppositori hanno parlato di strumentalizzazione dei bambini a fini propagandistici.

Al vicepremier viene chiesto di scrivere la parola “sovranismo” alla lavagna, appunto, e di spiegarla. E il leader della Lega ha provato a semplificare nei 60 secondi assegnati: “Sovranismo significa che la decisione deve spettare a ciascuno di voi. Qua siete in 18… L’Europa è una classe con 27 alunni, sovranismo  significa, ha detto, che in questa classe si discute, poi però a decidere come si fanno i compiti, su quale materia impegnarsi, a decidere del vostro futuro, della vostra vita e del vostro impegno a scuola, alla fine siete voi”.

Contro le fake news ha esortato i giovanissimi “a ragionare con la vostra testa. Non vi fidate. Dovete essere curiosi e leggere tanto”. Fra le domande, “cosa non farebbe mai nemmeno per cinque milioni?”. “Tradire un amico. L’amore è un’altra cosa, può andar bene o male, ma l’amico, no, non si tradisce”. Sul tema del razzismo ha risposto in questo modo: “ Razzismo vuol dire sentirsi superiore a qualcuno per il colore della pelle, il lavoro, la ricchezza… Io non mi sento superiore a nessuno, però voglio che le regole siano uguali per tutti”.

Fra le prove speciali a cui è stato sottoposto, quella di indovinare i cantanti: Salvini ha sbagliato su “Cicale”, attribuita a Lorella Cuccarini anziché a Heather Parisi, e ha avuto bisogno dell’aiutino per i motivi cantati dalle sorelle Kessler e da Loretta Goggi. D’altronde, entrando, aveva esordito spezzando una lancia in favore di una “copiatina”, che ha suscitato molte polemiche, riguardo una questione d’insegnare ciò che è giusto o sbagliato.

Il caso del bambino con la maglia rossa. Sui social in molti hanno notato che nella foto di gruppo che ritrae il vicepremier con i ragazzi, uno degli alunni, quello con la maglia rossa, non sorride e rimane leggermente distanziato dai compagni, tutti apparentemente entusiasti di posare con il politico. A scherzarci su sarà proprio il social manager di Salvini , Luca Morrisi che ha creato non poche polemiche, ma il dibattito vero è stato se la comparsa di Salvini sia dovuto a fini propagandistici oppure aperta al confronto con le nuove generazioni.

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