Intervista a Stefano Cavedagna: nuovo presidente nazionale di FIG

di Giuseppe Palazzo

Intervista al nuovo coordinatore nazionale di Forza Italia Giovani Stefano Cavedagna, 28enne originario di Bologna.

Lo scenario politico attuale vede un centro-destra sempre più egemonizzato dalla Lega, perlomeno stando ai sondaggi. Quest’ascesa dimostra che l’elettorato italiano non si convoglia verso il centro, ma è spostato verso una radicalità delle posizioni che svantaggia chi viene percepito come eccessivamente moderato.
In base a quest’analisi quale sarà il futuro di Forza Italia?
S: Gli italiani non premiano gli estremismi, gli italiani premiano chi manda messaggi chiari. Forza Italia deve dire senza sé e senza ma che noi siamo per l’abbattimento delle tasse ad ogni livello e per l’abbattimento del costo del lavoro affinché si possano liberare tutte le energie possibili per le imprese e per i lavoratori. Oltre a questo, bisogna dire chiaramente che siamo il partito del SI al progresso economico e quindi alla crescita. Il partito che pensa alle grandi infrastrutture per far correre il nostro paese.

Di cosa ha bisogno il partito per rinnovarsi?
S: Il partito deve tornare a dare messaggi chiari. In questo momento non si capisce cosa pensi Forza Italia. Noi siamo per abbattere le tasse e per le grandi infrastrutture per far crescere l’Italia.

Quanto sentono di contare i Giovani di Forza Italia nel partito? I senior vi ascoltano? Quali sono i vostri obiettivi, e come cercherete di realizzarli?
S: Da oggi e tramite l’elezione del congresso nazionale conteranno sempre di più i giovani in Forza Italia. Dico sempre che lo spazio politico non va chiesto, ma va conquistato sul campo, tramite la meritocrazia e le competenze. I giovani devono fare prima di tutto formazione e stare sul territorio. Solo facendo così possono essere eletti nei consigli comunali, regionali e così via.

Da quando è nato questo governo Forza Italia ha cominciato una dura opposizione, in parte allineandosi al partito democratico, ad esempio per quanto riguarda lo scontro con l’Unione Europea.
Per riemergere FI deve tornare a parlare di destra o questa è la strada giusta?
S: Togliatti ed Almirante erano entrambi all’opposizione della democrazia cristiana, ma non per questo erano percepiti come alleati. Noi siamo molto, molto distanti dal Partito Democratico. Non abbiamo nulla a che vedere con questa gente costituita da post-comunisti. Detto ciò, Forza Italia vuole un’Europa nuova, diversa, basata sulle radici e sulle tradizioni. Essere al di fuori del continente europeo significa isolarsi. Quindi vogliamo riformare quest’Unione trasformandola in qualcosa di utile per i popoli e per l’Italia.

Secondo te, qual è l’emergenza più pressante che dovrebbe affrontare il governo italiano? Ed in generale, cosa ne pensi di ciò che sta facendo?
S: Il governo italiano sta navigando a vista conciliando istanze stataliste con le istanze del mondo delle imprese, e tentando di portare avanti una cultura di sinistra, quella dei cinque stelle, con le istanze non di sinistre della Lega. Il governo italiano dovrebbe fare soltanto una cosa: abbassare le tasse per permettere alle imprese di crescere, d’investire in ricerca e sviluppo, e di assumere, soprattutto giovani, dato che la disoccupazione giovanile ha toccato e, ed ancora tocca, il 40%.

A quanto punta Forza Italia alle europee?
S: Forza Italia vuol essere maggioranza tra gli italiani, soprattutto nelle idee. Il nostro obiettivo primario è quello di tornare al governo per un governo di centrodestra che dopo le europee possa fare quelle riforme di cui la nostra Italia ha davvero bisogno: prima tra tutte la lotta alla disoccupazione; secondo, la lotta riguardante l’eccessiva pressione fiscale; l’obiettivo è che esse stimolino una crescita economica che porti l’Italia nel mondo, e non purtroppo il mondo in Italia, come vediamo con la continua immigrazione.

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