Anche Bruce Dickinson si schiera con la Brexit: “Bruxelles non tutela le esigenze dei popoli”

di Manuel Massimiliano La Placa.

Con la conferma del via libera politico alla Brexit si leva dal coro una voce eccellente in tutti i sensi a favore della fuoriuscita della Gran Bretagna dall’area comunitaria europea.

Nelle scorse ore, infatti, hanno avuto eco in tutto il mondo le parole di Bruce Dickinson, voce inesauribile degli Iron Maiden, il quale durante una breve video intervista per L’OBS non soltanto ha confermato il proprio voto per abbandonare l’Unione Europea ma ha aggiunto: “Da ambo le parti si sono sentite cose senza alcun senso, puro allarmismo, la cosa è piuttosto immatura.
La Brexit ci concederà più flessibilità e gli stessi europei ne trarranno vantaggio.
C’è una Unione Europea che non sta facendo un buon lavoro per soddisfare le democrazie europee.
Se guardiamo in Italia, Grecia, Ungheria, Catalogna troviamo movimenti populisti molto forti, perché i bisogni democratici di questi popoli non vengono tutelati da Bruxelles.
Sono i leader eletti democraticamente le persone che devono rispondere a queste esigenze.”
 
Dickinson si è poi soffermato sugli scenari futuri, immediatamente successivi allo strappo britannico: “La quinta economia più grande del mondo non può sentirsi punita per avere votato democraticamente la Brexit. L’UE ci ha sempre visto come un semplice mercato comune, ciò porta certamente anche dei vantaggi ma è un qualcosa che la maggioranza degli inglesi non vuole.
Persino chi ha votato per rimanere nell’UE non vuole assolutamente entrare a far parte di un sistema federale. Sarebbe un grave errore: la Gran Bretagna commercia da sempre con tutto il mondo e solo dopo il 1960 ha iniziato a considerare l’Europa come principale fonte di scambio.
La Brexit apre i confini del Regno Unito, non ne cambierà di molto lo status ma ne rafforzerà le capacità economiche.
Il che sarà un bene per noi ma anche per l’Europa”.
 
Infine, non manca una imprevedibile stoccata in politica estera diretta alla Russia: “Questo ci consentirà di fare quel che dobbiamo fare, andare tutti d’accordo, commerciare, produrre musica, amarci ma anche assicurarci che Vladimir Putin non venga qui a comandare il nostro Paese”

 

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