Blocco prescrizione reati – Penalisti e Giuristi uniti demoliscono il Movimento 5 Stelle, stoccata a Travaglio

di Manuel Massimiliano La Placa

ROMA A conclusione dei preannunciati quattro giorni di astensione dalle aule di Tribunale, l’Unione delle Camere Penali Italiane, con un massiccio appoggio del mondo accademico del diritto, si è fatta promotrice di una partecipatissima manifestazione al Teatro Manzoni, dal titolo In difesa della Costituzione e dei diritti della persona.


Inevitabilmente, il principale oggetto del contendere non poteva che essere l’approccio del Movimento Cinque Stelle e del Ministro Bonafede alla materia giuridica e, nel particolare, al processo penale e al tema, rovente, della prescrizione, di recente oggetto di emendamento puntuale al cd.DDL Anticorruzione.
 
Il blocco della prescrizione dei reati dopo il primo grado di giudizio, quindi, non incontra né il favore dell’avvocatura, né quello dei giuristi, che si susseguono in un ampio circolo di interventi.
Prendono parola, tra i tanti, molti docenti universitari, il Presidente CNF Andrea Mascherin, la Presidente della Fondazione Tortora Francesca Scopelliti, la Senatrice Bernini Presidente del Gruppo FI al Senato nonché Rita Bernardini, Coordinatrice dell’Ufficio di Presidenza del Partito Radicale.
Già durante gli scorsi giorni il Vicepresidente nazionale dell’Unione Camere Penali Nicola Mazzacuva si era così espresso, parlando di un “Emendamento inserito in modo poco ortodosso a mezzo procedure parlamentari, con gli avvocati definiti come degli azzeccagarbugli che protrarrebbero all’infinito i processi con eccezioni dilatorie, che cancella un istituto tradizionale come la prescrizione che peraltro si verifica soprattutto nei reati bagatellari” 
 
Dal palco si invitano i mass media a concentrare l’attenzione su tutte le parti del processo, non soltanto sulla persona offesa, per la quale viene rimarcata piena attenzione e massimo rispetto, ma anche sulla figura dell’imputato, che a propria volta deve essere salvaguardata ricordando i tanti casi di presunti colpevoli poi assolti dopo dei veri e propri calvari giudiziari e a costo di gravi peggioramenti delle proprie condizioni di vita, di spese incalcolabili e della frantumazione dei rapporti con le rispettive famiglie e con i propri affetti.
Assieme alla disponibilità a dialogare con il Ministero per una riforma realmente condivisa, a patto di veder fornire  informazioni suffragate da dati reali ai cittadini, non mancano alcune stoccate ad alcune aree della magistratura.
Tuttavia è verso Marco Travaglio, autore di un recente editoriale fortemente critico verso l’avvocatura ma, più che altro, verso la stessa UCPI alla quale sarebbe stato  accostato il termine superlobby, in tema di prescrizione e rinvio dei procedimenti, che il Presidente dell’Unione Camere Penali Avv.Gian Domenico Caiazza rivolge un energico ed inequivocabile intervento volto prima di tutto a precisare come i dati forniti dal Ministero della Giustizia nonché da uno studio di Eurispes rivelerebbero ictu oculi come i motivi dei rinvii dei processi di primo grado non siano affatto riconducibili all’attività difensiva, con circa l’80% dei processi prescritti entro il primo grado, perciò ben prima dell’ipotetico intervento del blocco della prescrizione voluto dai Cinque Stelle, dei quali il 60% durante la fase delle indagini preliminari, cioè quando gli avvocati non intervengono, ed il rimanente 20% nella successiva fase di merito.
“Al corifeo del più becero giustizialismo allora ricordiamo che noi siamo i lobbisti della Costituzione, di un’idea costituzionale del giusto processo e faremo ricorso a tutte le energie di cui siamo capaci per restituire al nostro Paese un processo degno di una società civile” queste le parole con le quali il Presidente Caiazza conclude il proprio intervento, ricevendo l’ovazione di tutti i presenti.

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