Se Giorgio Almirante fosse vivo oggi pubblicherebbe foto di gattini?

di Vittoria Farnese

A quanto pare la comunicazione politica ha battuto la sua naturale cultura e dignità, altrimenti non si darebbe adito a ipotesi che vedono Giorgio Almirante impegnato a seguire il format di pubblicazioni sciocche e ridicole per piacere all’audience.
Gli uomini cambiano, i tempi pure – sebbene un noto fiorentino non converrebbe mai con me, conviene a questo punto fare un’ulteriore precisazione: se i tempi oggi obbligano a pubblicare contenuti mediocri e sciocchi per ricevere apprezzamenti, o sono i tempi sbagliati oppure – con molta più probabilità, gli uomini.
Perché ogni epoca ha conosciuto la sua mediocrità d’animo e la sua grandezza di spirito, ma coloro destinati a comandare – o interessati a farlo, dovevano rappresentare la parte migliore di un’era, andando contro la mediocrità e la massificazione di un pensiero.
Nel 2018 abbiamo uno strumento potentissimo come internet, le relative armi come i social network. Possiamo comunicare con chiunque da qualsiasi parte del globo (esclusa la Corea del Nord e qualche altro paese ancora sfortunato nel vivere un distorto comunismo), dunque con questi strumenti meravigliosi e spaventosi il massimo che riusciamo a fare è condividere foto di gattini oppure del nostro piatto preferito?
Fermo restando che nessuno toglie questo non si possa fare nel proprio account personale, ma se un politico per una manciata di like arriva a farlo nella propria pagina pubblica allora c’è qualcosa che non va: società e politica binari paralleli, no?
La comunicazione è importante, infatti non ce lo avrei comunque visto Goebbels a condividere foto di gattini per affermare il nazionalsocialismo, senz’altro mi manca la sfera di cristallo per esserne certa, ma posso dire che il mio scetticismo ha un buon 98% di esistere.
Ma se per giustificare la caduta di ogni dignità basta dire che i tempi sono cambiati e noi dobbiamo farcene una ragione, come se dovessimo obbligatoriamente scendere nel basso insieme al baratro che ci chiama, allora io preferisco far parte di quella minoranza che nella politica preferisce una certa dignità.
Ma, prima di chiudere questo articolo, lasciatemi fare un’ulteriore precisazione: condividere o meno foto di quel tenore non certificano la competenza di un politico, dopotutto uno può benissimo fare lo sciocco nei social ed essere molto bravo nel proprio lavoro.
Però resto dell’idea di quanto sia necessario avere una cultura della dignità e della competenza oggi, manca e questa si percepisce: da un lato abbiamo politici subdoli ed incapaci, sporchi fino alla radice e pronti ad uccidere qualsiasi tentativo di ribellione, dall’altro abbiamo totali incapaci che sono in posti di comando solo perché sono bravi nella comunicazione blanda e stupida (però efficace).
Insomma, Mala tempora currunt, sed peiora parantur.

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