Il Sindaco – Italian politics for dummies

di Umberto Marsilio.

Ieri sera ho visto il film che, stando alle cronache di questi giorni e soprattutto di quelle internazionali, dovrebbe scatenare un terremoto politico, far rabbrividire certi personaggi, farci scoprire meccanismi e modalità del mondo politico e partitico che noi non conosciamo, eccetera eccetera. Mostrerebbe la “radiografia del potere come non l’abbiamo mai vista”.
Il film è, come avrete capito, il film della iena Ismaele La Vardera intitolato “Il Sindaco Italian politics 4 dummies.” Ismaele La Vardera è un ragazzo palermitano, indubbiamente coraggioso e intelligente, che ha deciso, dopo aver accettato la candidatura a sindaco di Palermo per le amministrative del giugno 2017, di mutare la sua candidatura in una missione giornalistica e documentaristica, filmando i suoi incontri con vari esponenti politici, e non solo, a loro insaputa. Il suo intento sarebbe stato quello di mostrare all’opinione pubblica come in realtà in politica niente sia come sembri, che dietro ai nomi, ai simboli e ai programmi vi sia molto di più.
Tranne che per l’ottima fotografia e le stupende riprese su Palermo e le sue bellissime vie (una città che ho visitato e che merita di esser visitata), il film, o il docufilm, non mostra niente di particolare, niente che possa fare stupire o indignare altamente, niente che ti possa far uscire dalla sala cinematografica pensando a “come cazzo sia stato possibile”.
Molte scene riprendono proposte di accordi fra Ismaele e vari esponenti politici: alcuni lo elogiano, altri lo persuadono ad accordarsi per razionalizzare il suo capitale di voti, altri gli propongono di allearsi per poter poi avere un ruolo in Giunta, altri lo esortano a collaborare per poi esser ricompensato con qualche carica politica più prestigiosa, altri gli offrono l’appoggio in cambio di favori, sempre a carattere elettorale, ma che con l’elezione amministrativa di Palermo non c’entrano niente.
La politica è l’arte del compromesso, quindi il punto non è se si fanno o non si fanno compromessi, quindi accordi, ma quali compromessi si intendono fare.
Fondamentalmente accordarsi tra candidati e liste in una elezione amministrativa, è assolutamente normale. Non vi è niente su cui indignarsi perché la politica, a meno che non si voglia usare la forza, è così, l’accordo è il sale di essa. Certamente è fastidioso notare che spesso l’egoismo di alcuni esponenti porti a valutare certe scelte, e a proporre accordi, in base ai propri rancori o alle proprie simpatie, che nulla hanno a che vedere con l’amministrazione di una città.
Ismaele ha mostrato tanto coraggio e senso civico quando ha documentato come funzioni la compravendita dei voti, il voto di scambio, con alcuni esponenti mafiosi della città. Tutti sappiamo che è un fenomeno che esiste da tempo in Sicilia e non solo, ma pochi hanno il coraggio di parlarne e di mostrarcelo nettamente: è di questi giorni la notizia che la DIGOS di Palermo ha intensificato la protezione per Ismaele e la sua famiglia.
In conclusione, Ismaele La Vardera ha voluto ribadirci, più che mostrarci, alcuni difetti del mondo politico, enfatizzando un po’ troppo in senso negativo ciò che comunque è normale. per le ragioni che ho detto prima. Ciò che comunque è più importante ricordare, e Ismaele lo ha fatto dignitosamente, è che Palermo, e la Sicilia, hanno ancora bisogno di persone come lo stesso Ismaele, Falcone e Borsellino: persone che combattano la mafia e che siano da esempio per tutti.

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