L’oscura mano blu che aleggia sull’Italia

di Paolo Muttoni.

L’Unione Europea ci ha ribocciato la manovra, prevedibile come la neve in inverno. Manovra che secondo l’unione non va nella direzione di abbattimento del debito ed abbassamento del deficit di bilancio.
Il parere della commissione pare essere un avvertimento squisitamente politico e per nulla economico. È politico perché i commissari europei stanno anche loro in campagna elettorale, maggio 2019, e non è economico per un motivo molto semplice. Il deficit, perché di questo stiamo parlando, oltre che essere perfettamente nei parametri europei non si discosta di molto da quello degli ultimi anni. L’aumento previsto è di pochi punti percentuali. Ed il debito è uguale rispetto agli ultimi anni, intorno al 130%.
Se bisognava aprire una procedura di infrazione, una multa, per eccesso di debito andava fatto già negli anni 90, non è il governo che con questa manovra ci porta il debito oltre i limiti, è da anni che è cosi.
Questo assurdo parere però arriva in uno dei momenti peggiori della vita di questo esecutivo. La lite sui rifiuti, la maggioranza che è andata sotto sul dl Bonafede, ed ora questo colpo. Il governo dovrà essere bravo a fare squadra e cercare di non farsi influenzare da qualsiasi ingerenza esterna (dell’Unione Europea e di Berlusconi che continua a corteggiare Salvini).
Chiaro che il problema è soprattutto interno. I 5 stelle stanno cominciando a giocare un po’ troppo con il fuoco, Salvini fino a questo momento è sempre stato leale al contratto, facendo ingoiare più di qualche rospo all’elettorato del Carroccio.
Il reddito di cittadinanza, il decreto dignità, i troppi tentennamenti sulle infrastrutture. Se poi vogliamo aggiungere che sul tema economico i 5 stelle vogliono fare terra bruciata, la questione è molto rilevante.
Di Maio continua a ripetere che il reddito di cittadinanza è obbligatorio farlo così come loro lo hanno promesso subito, ma continuano a tentennare sulla Flat tax, prima ce la riducono alle sole partite IVA poi con gli emendamenti cercano di annacquarla. Diciamo che il gioco di una coalizione non è questo. È sbagliato pensare che i 5 stelle hanno lasciato totale strada libera sull’immigrazione, perché anche il decreto sicurezza continua a provocare malumori tra i grillini. Ed anche da qui si vede un fatto importante, si vede come i 5 stelle non siano un gruppo unito ma semplicemente una coalizione di correnti (una DC più moderna) mentre la Lega si mostra compatta dietro al suo segretario, senza buttare in piazza ogni minimo problema.
Poi un’ultima differenza sostanziale, che si vede nella gestione del governo.
Tutti i ministri leghisti sono stati amministratori locali, a livelli maggiori o minori, mentre i ministri a 5 stelle sono persone che non hanno mai vissuto la vita degli enti locali, dove si fa la politica reale. Questo non sta subito a significare la loro incompetenza a livello della materia, per carità, la Grillo è un medico, Costa è esperto di ambiente ecc.., ma dimostra la loro incompetenza gestionale. In poche parole non sanno i meccanismi della macchina pubblica.
Quindi sta uscendo un quadro che si conosceva già: Lega e M5s sono come l’acqua e l’olio. Stanno facendo però l’unico governo possibile, che dovrà durare fino a quando questo sarà possibile. È chiaro ed evidente che chi pensasse ad un’alleanza sovranista gialloverde era un ignorante di politica. Queste due forze sono il bipolarismo del futuro e non potranno essere alleati.
Un punto però, in caso di caduta del governo, deve essere chiaro. Nessun governo tecnico, governo del presidente, governo di qua o governo di là. Se questo governo cade si deve andare a votare, perché questo governo ha l’appoggio del 60% degli italiani, e qualsiasi altro governo non sarebbe legittimo, così come un governo di centrodestra con qualche “profugo” del M5S.

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