Non è normale che sia normale

di Domenico Lombardi

Nei giorni scorsi, vi sarà capitato sicuramente di vedere sui social foto o video che ritraevano uomini e donne con un segno rosso sotto l’occhio e post con l’hashtag #nonènormalechesianormale.
“Non è normale che sia normale” è lo slogan con il quale viene lanciata l’iniziativa promossa dalla vicepresidente della Camera dei Deputati, Mara Carfagna, in occasione della giornata internazionale del 25 novembre contro la violenza sulle donne.
La campagna ha già raccolto molte adesioni grazie ad un video, un hashtag ed il contributo di personaggi noti come cantanti, attori, conduttori e giornalisti.
Lo scopo dell’iniziativa è quello di sensibilizzare quante più persone possibili sul tema del femminicidio e far sì che le donne vincano la paura e denuncino violenze e stalking.
In Italia, ancora oggi una donna su tre è vittima di violenze ed è impensabile che, in questo periodo storico, si contino ancora questi numeri. Sostiene l’ex ministra per le Pari Opportunità: “In questi anni ho conosciuto tante donne vittime di violenze, abusi, persecuzioni, molestie.” – e poi aggiunge – “Tutte avevano lo stesso sguardo, uno sguardo che una donna non dovrebbe mai avere, che non vorremmo mai vedere su nostra madre, nostra sorella, nostra figlia.
Diamo voce a chi la voce ormai l’ha persa”.
Fa paura vedere che, ancora oggi, ci siano uomini che pretendono di possedere una donna come se fosse un oggetto e fa paura il fatto che gli stessi nascondano questa possessione sotto la parola “amore”. Iniziative di questo tipo servono a far vincere la paura, a portare a denunciare e a capire che, come sottolineato da Barbara D’Urso nel suo programma pomeridiano, chi ti picchia, non ti ama.

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