Tra fama e diritto: il problema degli insulti online

di Domenico Lombardi

Sono tante le persone che sognano una vita sotto i riflettori, milioni di followers su Instagram e il loro primo piano sulle copertine delle riviste di gossip più famose, ma siamo sicuri che le stesse riuscirebbero a sostenere il peso che la fama trascina con se?

Infatti, guardando l’altra faccia della medaglia, bisogna considerare che un personaggio noto può essere soggetto a critiche, ingiurie da parte dei cosiddetti “haters” e inseguimenti da parte di paparazzi e giornalisti capaci di inventare storie pur di vendere foto e notizie ai giornali.

Vediamo, dunque, cosa accade quando la fama di un personaggio famoso si scontra con la  violazione di diritti garantiti dalla Costituzione e come distinguere il lecito esercizio del diritto di cronaca dalla configurazione del reato di diffamazione. Innanzitutto, bisogna specificare che l’intromissione nella vita privata di qualunque cittadino, sia esso famoso o meno, è giustificata solo in presenza di un interesse pubblico su fatti rilevanti per la collettività e per far si che la notizia possa essere ritenuta veritiera, è necessario che la ricostruzione dei fatti avvenga senza travisare la realtà. Però, secondo parte della dottrina, la tutela della privacy dovrebbe soccombere rispetto al diritto di cronaca ogni qualvolta il personaggio famoso sia a conoscenza che i luoghi da lui frequentati lo espongano ai paparazzi. Facendo sintesi, la pubblicazione dell’immagine altrui è lecita quando vi sia stata data autorizzazione da parte della persona ritratta e quando si rientri nei casi previsti dalle legge per i quali non è previsto il consenso, ossia in caso di notorietà, fermo restando che la fama non giustifica in qualsiasi caso l’assenza di consenso, dovendo la divulgazione rispondere ad esigenze di pubblica informazione e se la notizia viene mantenuta nei limiti dell’obiettività, il diritto di cronaca prevale sul rispetto degli altrui diritti. Inoltre, in caso di eventuali critiche, le espressioni di dissenso devono essere intese nel senso che l’autore abbia voluto conferire e non vanno interpretate nel modo offensivo che appare alla persona colpita, con la precisazione che soprattutto i personaggi noti possono essere oggetto di critica penetrante. Infatti, più è noto il personaggio, più si ampliano i confini del diritto di critica, mentre risulta punibile la critica offensiva se rivolta a soggetti non noti o che non svolgono funzioni pubbliche tali da richiamare su di loro l’attenzione dell’opinione pubblica. Elemento scriminante che può essere invocato nel caso in cui vi sia una condotta lesiva della reputazione o dell’immagine di un personaggio noto è la satira, in quanto l’inverosimiglianza del personaggio messo in scena non può creare lesione all’identità personale. In conclusione, è possibile constatare che spetta al giudice effettuare un bilanciamento tra i diritti che entrano in scena e il rapporto tra la fama e la tutela dei diritti del personaggio noto risulta essere inversamente proporzionale in quanto, all’aumentare della notorietà, i diritti stessi subiscono delle compressioni. Quindi, se sognate una vita da “Very Important People”, leggete attentamente queste righe e capirete che “non è tutt’oro, quel che luccica”.

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