L’Italia rialza la testa – la consacrazione di Matteo Salvini

di Paolo Muttoni.

Roma, 8 Dicembre 2018, Piazza del Popolo.
Dire piazza strapiena è nulla: non solo una piazza gremita, ma c’era tutto nelle vie, sui ponti, sui rialzi. Leghisti ovunque ed in mezzo al palco uno striscione mastodontico dominava, con la scritta “L’Italia Rialza la Testa”. Decine di bandiere diverse (come è nel DNA della Lega): Tricolori, bandiere russe, polacche, bandiere di tutte le regioni dal Trentino fino alla Sicilia passando per la Sardegna.
Salvini entra subito per ricordare la strage di 6 ragazzi ad Ancona, morti per semplice avidità di qualcuno che voleva arricchirsi, facendolo sulla pelle della gente. Dopo tocca alla squadra di governo della Lega, ed i ministri uno dopo l’altro illustrano quello che già molti sapevano: Matteo è solo la punta di una squadra che si intende alla perfezione e che propone un’idea di Italia per i prossimi 30 anni.
Passato anche l’ultimo membro del governo, l’immenso Giancarlo Giorgetti, tocca al ministro dell’interno. Matteo Salvini. Salito palco in un tripudio di colori, bandiere, fumogeni, applausi e sulle note di nessun Dorma. Minuti e Minuti in cui il ministro non ha fatto altro che mettersi la mano sul cuore e ringraziare le migliaia di persone che hanno raggiunto la capitale. Un discorso che non ha tradito le attese, con Salvini che ha spaziato da economia a sicurezza passando per Europa e temi etici.
Una manifestazione che, forse, ha consacrato Matteo Salvini come leader della destra italiana ed anche europea, se proprio vogliamo esagerare. Perché nelle stesse ore in cui il “razzista, fascista e nazista” Salvini era in piazza pacificamente, il “Salvatore dell’Europa” Macron era asserragliato all’Eliseo ed in una capitale francese che era blindata dall’esercito, dove per le strade la rivolta imperversava, con addirittura la fobia del colpo di stato che serpeggiava.

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