Con il Global compact l’Europa sta cercando di tenere sotto scacco il governo italiano

Di Matteo Ghilardi

Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini è riuscito a convincere  tutti gli esponenti più importanti  del governo e di conseguenza l’Italia non aderirà al  Global Migration Compact. Il governo italiano ha deciso di  non andare  in Marocco alla conferenza internazionale sulle migrazioni. Questa  posizione governativa è stata sostenuta anche da alcuni membri di rilievo del M5S, che sono concordi  sulla obbligatorietà  di un passaggio parlamentare e, dopo la discussione in parlamento, di andare avanti in base al  senso che sarà indicato dai rappresentati del popolo. Per questo Governo, non appare sensato delegare a organismi sovranazionali scelte che spettano ai singoli Paesi. In base agli eventi degli ultimi anni nell’area del Mediterraneo non si riesce a comprendere  il motivo per il quale  si debba  mettere sullo stesso piano i migranti economici e i rifugiati politici.

Nello specifico, anche il ministro degli affari esteri Moavero Milanesi si è detto abbastanza “convinto che l’orientamento del Parlamento rappresenti un punto di riferimento essenziale”. Nel dettaglio, si può leggere  un comunicato della Farnesina, anche se l’eventuale ratifica dovessere essere applicata, non sarebbe in ogni caso un atto giuridicamente vincolante. Al momento, comunque, accogliendo la tesi del sottosegretario per gli affari esteri Guglielmo Picchi, non si compie alcuna manovra  e si attende le decisioni del Parlamento.

Nel frattempo, in casa  Lega e Fratelli d’Italia si è avuto il tempo di ragionare sul  testo  del documento il quale, non essendo stato modificato nelle ultime ore, non è accettabile e “pone temi e questioni diffusamente sentite anche dai cittadini’’.

Il Global Compact for Migration pone  alcune linee guida nella gestione dell’immigrazione e dell’accoglienza dei richiedenti asilo sulla base delle ultime indicazioni di studiosi, operatori e funzionari. Il testo contiene una serie di proposte che con una analisi  superficiale potrebbero pure apparire concrete e tra i 23 obiettivi ci sono molte norme già consolidate nel diritto internazionale su come “affrontare e ridurre le vulnerabilità dei migranti” e “combattere il traffico degli esseri umani”. E qui scatta una sorta di “trappola”. Infatti, anche alcuni esperti su importanti testate giornalistiche hanno messo in evidenza che l’Onu obbligherebbe  in maniera diretta, i firmatari a riconoscere come rifugiati anche i migranti irregolari, a rinunciare al controllo dei propri confini  nazionali e concedere libertà d’agire alle navi delle Ong. Sarebbe riduttivo indicare come razzista e xenofobo chiunque osi criticare questo  aiuto a chi traghettava nel Mediterraneo i poveri profughi.

Sottolineando che nel documento Onu sono presenti diverse esortazioni  a una maggiore collaborazione  fra gli stati per gestire  al meglio il fenomeno migratorio e qualche proposta , come l’apertura di vie legali per l’immigrazione, un altro aspetto della “ oscuro” sta nel fatto che la maggior parte dei Paesi europei, anche quelli più interessati dai flussi migratori, quali Francia e Germania, hanno annunciato che firmeranno il documento.

Come una persona sensata può aspettarsi che, ad esempio, il presidente Macron firmerà l’accordo? Basta vedere la situazione a Ventimiglia, Chi darebbe credito al governo turco a guida di un certo  Erdogan? La Turchia non ha mai rispettato le risoluzioni Onu sulla Siria e combatte i curdi sul territorio siriano con aiuto degli ex terroristi dell’Isis. Come si può pensare che Ankara rispetti in futuro questo accordo ? Tra i Paesi europei che non faranno sicuramente parte del gruppo dei firmatari ci sono Ungheria, Polonia e Slovacchia. 

 A Bruxelles, il rappresentate  per la politica estera Federica Mogherini ha sentenziato  che “se il nostro interesse nazionale è di governare la migrazione per renderla ordinata, umana e sostenibile, allora il Global Compact è lo strumento più forte che abbiamo per difendere i nostri interessi nazionali”. Mogherini, in un confronto  al Parlamento europeo, ha detto che non esiste alcun tipo di “conflitto” con gli interessi nazionali degli Stati. Ma di quali paesi farà riferimento ? L’Italia non ha alcun interesse nazionale ad accogliere  persone che spesso, per fare un esempio, vanno ad ingrossare le file della manodopera con prezzi stracciati.

Nello specifico, “ci sono alcuni falsi miti su questo Compact“,  per esempio che non sia un “quadro giuridicamente vincolante”. L’accordo “non creerà nessun obbligo giuridico per gli Stati”, “si fonda sul rispetto del diritto sovrano degli Stati di determinare le loro politiche sulle migrazioni”, ha specificato Mogherini. Anche su questo argomento, sono in molti ad affermare che non può non considerarsi veritiero un accordo una volta che un governo “coerente” promette di impegnarsi  a realizzare gli obiettivi presenti nel patto Onu. In sintesi, la “trappola”  pre elezioni era già programmata.

Il Global Compact, conclude la rappresentante Ue, “rispecchia ampiamente gli obiettivi europei e le nostre preoccupazioni chiave”. Obiettivi poco chiari e che ci lasciano perplessi.

Fuori dall’Ue, anche Israele, Brasile, Stati Uniti e Australia hanno confermato di non voler ratificare l’accordo intergovernativo, questo perché il Global Compact preoccupa tutti governi che hanno come priorità difendere i confini.

È importante l ricordare che, in Italia, c’è un alto tasso di criminalità correlato agli stranieri.

Un’analisi molto importante  è stata offerta dalla Centro Studi Confcommercio che ha esaminato l’evoluzione storica del crimine in Italia partendo dal 1988, anno in cui la percentuale di stranieri sul territorio italiano era inferiore al 2 per cento, fino al 2015, anno in cui ha superato l’8 per cento. Lo studio si concentra su crimini molto gravi, come omicidi, lesioni volontarie, associazione per delinquere, estorsione, furto, rapina, spaccio di droga, sfruttamento della prostituzione, violenza sessuale e violenza a pubblico ufficiale.

Per i reati elencati, i tassi di criminalità per ogni 1000 persone sono pari a 4,3 per gli italiani, 8,5 per gli stranieri regolari e 246,3 per gli stranieri irregolari.

Se facessimo entrare nel nostro Paese tutti gli irregolari, senza alcun controllo questi dati andranno a peggiorare ulteriormente, per questo serve un maggior controllo alle frontiere.

È rilevante infine che Michelle Bachelet, Alto commissario Onu per i diritti umani, è tra i sostenitori del Global Compact, ma è anche colei che voleva mandare in Austria e Italia un team d’ispettori contro il razzismo, non utilizzando la stessa  iniziativa nei confronti di Arabia Saudita, Turchia, Filippine.

Con questo livello di pubblicità è facile intuire come questo Global Compact non convinca pienamente gli italiani perché nasconde delle insidie da tenere in considerazione.

Si pensa infine che questo Global compact sia uno strumento per tenere sotto scacco il governo italiano su un tema che è stato un cavallo di battaglia nelle precedenti elezioni, cercando così di affrettarne la caduta per andare a nuove elezioni e favorire l’opposizione che si è stressa favorevole a questo provvedimento dell’Europa.

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