Le radici dell’ignoranza e la morte della democrazia

di Stefano Polidori.

L’ignoranza dilaga nel dibattito politico odierno e la libertà di espressione viene costantemente messa in dubbio.
Credo sia innegabile la veridicità di questa affermazione e varie volte la destra viene accusata di essere la principale causa di ciò da vari personaggi che si credono grandi paladini della giustizia e della democrazia. Ma è davvero così?
Partiamo analizzando il primo caso che voglio porre all’attenzione dei lettori: Saverio Tommasi, noto giornalista di Fanpage, sempre in prima linea nel definire la Lega e i vari partiti di destra come fascisti, è stato oggi condannato per diffamazione verso la testimone chiave nei fatti di Fermo, che hanno portato all’omicidio di Emmanuel Namdi.
Passiamo al secondo caso.
La giornalista Michela Murgia idea il fascistometro per verificare tramite dei quesiti, come se fosse realmente possibile, se una persona sia fascista o meno. Pochi giorni dopo ecco che definisce tutti gli uomini come dei figli di boss mafiosi, per essere nati in un ambiente maschilista (come se la Costituzione non garantisse da più di 70 anni la parità dei sessi), oltre a elogiare Angela Finocchiaro che definì su Rai 3 tutti gli uomini dei pezzi di merda.
Veniamo ora a casi meno celebri.
Una mia compagna di classe, di cui non faccio il nome, da sempre paladina della minoranze, della comunità lgbt e dell’immigrazione libera, mi dice che voterà Berlusconi, nonostante sia alleato di Salvini (che più volte la stessa ha affermato di detestare), perché in Albania, paese del quale è originaria, è molto famoso. Criteri a dir poco deleteri per scegliere chi votare, ma passiamo oltre.
Siamo tra la fine di ottobre e l’inizio di dicembre e il sottoscritto sta concorrendo con una sua lista per le elezioni studentesche. Sapendo che sono di destra, ecco che inizia una caccia alle streghe, cercando costantemente sui miei profili social post dove esprima le mie idee politiche, per mostrarli a preside e professori chiedendo la cancellazione della mia lista.
Alle mie proteste verrà risposto da professori e vicepreside che sono io a dover stare attento a ciò che pubblico e che le mie idee rasentano il populismo (e se anche fosse, non ho il diritto di esprimere ciò che penso liberamente?).
Ho subito quindi queste discriminazioni e limitazioni alla libertà di espressione sulla mia pelle e posso affermare con certezza che l’ignoranza e la limitazione delle libertà non sono certo causate dalla destra, anzi.
La sinistra e i suoi grandi paladini della giustizia garantiscono libertà di parola a tutti, a patto che la si pensi come loro, altrimenti si è fascisti e si meritano anche le discriminazioni.
Allora, anziché gettare le colpe gli uni addosso agli altri, non sarebbe meglio cercare le vere radici di questa ignoranza e di questo becero odio verso chi la pensa diversamente? Dovremmo tutti iniziare ad interrogarci partendo da qui, anche se forse a qualche vittimista, perennemente in cerca di un pericolo fascismo da mostrare, farebbe comodo se non cambiasse niente.

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