Un caffè con… Stefano Cavedagna

di Nello Simonelli

UN CAFFE’ CON…STEFANO CAVEDAGNA
Presidente Nazionale Forza Italia Giovani

Per la prima puntata della rubrica “Un Caffè Con…”, nella quale poniamo 5 domande ai personaggi più in vista della società giovanile, abbiamo scelto Stefano Cavedagna, neoeletto Presidente Nazionale di Forza Italia Giovani. 

Presidente, prima domanda: quale è la sua storia politica precedente alla nomina ricevuta l’11 Novembre 2018 in occasione del primo Congresso Nazionale di Forza Italia Giovani? 
“In primis, diamoci del tu. Ho cominciato la mia attività di militanza politica facendo il caporedattore  per il giornalino scolastico del mio Istituto, nel 2008. Nello stesso anno, feci un errore da non fare mai a Bologna, cioè criticare l’eccessiva presenza di partiti di estrazione comunista alle elezioni politiche. La Preside decise di boicottare il giornalino e rischiai l’espulsione. Venni quindi contattato dal Popolo Delle Libertà per uscire allo scoperto ed avvicinarmi a loro, facendo il rappresentante di lista alle elezioni politiche. 

Seconda domanda: cosa dovrebbe spingere un ragazzo, ad oggi, ad intraprendere un percorso di crescita, militanza e formazione politica? 
“Un giovane deve ricordare che anche se non vuole interessarsi alla politica, sarà questa ad interessarsi di lui. È la politica che deciderà per noi il futuro della nostra Italia, deciderà quanti anni dovremo studiare, quante tasse dovremo pagare, quale sarà il nostro futuro, come organizzare un’impresa, la famiglia, la pensione e molto altro. Motivo per il quale un giovane, se vuole realmente cambiare il suo futuro e non limitarsi a chiacchierare, deve impegnarsi nel sociale, nella politica, nel volontariato. L’unico errore eh non impegnarsi all’interno della società”. 

Domanda numero tre: cosa manterrebbe e cosa cambierebbe dell’universo giovanile di Forza Italia? 
“L’universo giovanile di Forza Italia deve diventare l’avanguardia per il centrodestra, che è  il nostro Mondo di riferimento. Essere Giovani non significa solo andare alle convention e montare i gazebo, ma significa soprattutto progettare culturalmente l’Italia del nostro oggi e domani”. 

Nel momento del suo insediamento, ha insistito particolarmente su 3 questioni: amor di patria, democraticità interna, meritocrazia. In tre minuti, riassuma questi tre concetti. 
“Penso che, diversamente dalla sinistra, dai benpensanti, dai radical chic, la cosa che ci caratterizza è che noi, tutto quello che pensiamo, facciamo e faremo, lo facciamo per l’Italia. L’interesse nazionale è la nostra stella polare. Abbiamo le idee molto chiare: la difesa della famiglia tradizionale, la difesa della proprietà privata, dell’iniziativa economica, dell’Impresa come motore trainante dell’economia, che lo Stato debba essere in funzione del cittadino e mai vessatorie del cittadino. Tutto ciò, tutto quel che faremo, deve avere come unico obiettivo il bene dell’Italia e degli Italiani”. 

Molti hanno accolto la sua proposta di istituire Congressi ed elezioni comunali, provinciali e regionali come una ventata di novità: è questa la chiave per rappresentare il futuro del centrodestra? 
“I Congressi locali sono un dovere nei confronti di tutti i ragazzi che chiedono di poter decidere i propri rappresentanti. Vogliamo farlo in tutte le Province e tutte le Regioni d’Italia. È un sistema fondato sulla meritocrazia. È un metodo di selezione che ristabilisce la necessità di legittimazione dalla base. Serve per riattivare energie che in questo momento sono assopite, riattivare tutti quei giovani che vogliono mettersi in gioco e ai quali vogliamo dare possibilità di misurarsi in un’elezione locale, perché no alle prossime elezioni comunali di maggio”. 
Il tempo del caffè è esaurito e Stefano ci fa segno con la testa che deve scappare. 
Dove, Presidente?”. 
“In piazza, tra la gente. Dove chi fa politica dovrebbe stare”. 

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *