Il nuovo volto del comunismo

Di Andrea Alma

Il comunismo che abbiamo conosciuto grazie alla storia non si è estinto con il crollo del Muro di Berlino che divideva la Repubblica Federale Tedesca dalla Repubblica Democratica Tedesca, non è morto nemmeno con la caduta dell’URSS, né tantomeno con la dissoluzione del PCI. Il comunismo è ancora presente nelle coscienze delle sinistre e lotta ancora nel dibattito politico odierno.
Il “nuovo comunismo” si fonda, come in passato, su due principi cardine, quello di uguaglianza e fraternità. La sua cifra fondamentale viene attribuita al benessere del corpo sociale il quale dovrà essere omogeneo al proprio interno (uguaglianza), e non ci dovranno essere differenze economiche, sociali e nella quantità di potere politico (fraternità). Secondo il pensiero marxiano il divenire storico è costituito dalla lotta di classe, che culmina con la dittatura del proletariato.
Oggi il “nuovo comunismo” lotta sotto falso nome e sotto falso colore, non è più rappresentato da quel rosso presente nella famosissima bandiera dell’Unione Sovietica, ma è rappresentato da un colore arcobaleno. Il nuovo proletario si chiama migrante, la nuova rivoluzione comunista non è più costituita dallo scontro fra classi, ma si denomina in accoglienza. Le parti del corpo sociale inglobate nella nuova rivoluzione, sono i rom, femministe, neri e omosessuali. Chi non la pensa come i nuovi comunisti va screditato e marginalizzato, questa neolingua comunista è identificata universalmente come il “politically correct” da seguire, e tutto ciò che non segue questa nuova linea è categorizzato come fascista.
Un modo per difendersi da questa nuova escalation comunista è ricordarsi un record unico nel suo genere: il comunismo ha ucciso più comunisti che ogni altro regime. A differenza delle dittature nazifasciste, il regime rosso ha sterminato i suoi stessi popoli e lo ha fatto in tempo di pace, senza bisogno di inventarsi guerre e razze, si parla di 85 milioni di vittime (fonte: “Il libro nero del comunismo”). Questo è il costo della dittatura comunista.

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