Le donne in Italia tra le due guerre: l’inizio di una sofferta emancipazione

di Andrea Alma

Negli ultimi cento anni il ruolo della donna all’interno del contesto sociale italiano ha subito forti variazioni. Questa metamorfosi del mondo femminile è stata aiutata dall’arrivo delle grandi democrazie a fronte dello scardinamento dei regimi totalitari.
Nel periodo antecedente la Grande Guerra, la donna aveva un ruolo tradizionale, il suo compito era presidiare il domicilio, non disponeva di alcuni diritti come ad esempio il suffragio universale e il diritto di scelta, non poteva decidere il proprio essere in fatto di vita pubblica e lavorativa, essa era subordinata alla volontà dei mariti. Allo scoppio della Prima Guerra mondiale le donne assunsero un ruolo di fondamentale importanza, gli uomini, partiti per il fronte, abbandonarono la loro posizione all’interno delle fabbriche e il loro ruolo fu sostituito da giovani ragazze e madri. Terminata la guerra, le donne non vollero più tornare al ruolo tradizionale che avevano avuto prima dell’anno ’15. L’enorme contributo che il mondo femminile aveva dato durante gli anni del primo conflitto mondiale si tradusse con la Legge Sacchi che autorizzò l’assunzione di femmine all’interno di luoghi di lavoro pubblici.
Con l’avvento del ventennio fascista, la progressiva integrazione sociale della donna subì una radicale battuta di arresto. Mussolini riaffermò il principio di autorità che sembrava essere stato messo in discussione in famiglia, infatti, in questa epoca l’unico scopo della donna era procreare per fornire al regime nuove forze. Allo scopo di incrementare le nascite, lo Stato fascista vietò l’uso di anticoncezionali e il ricorso all’aborto. Con questi provvedimenti adottati dal regime, la figura della donna si allontanò sempre di più dalla sfera pubblica e con l’avvento del 1940 si trovò a ricoprire un ruolo chiave all’interno della abitazione. I mariti, costretti a partire per la guerra, lasciarono le mogli in balia di una notevole responsabilità, quella di ricoprire il ruolo di capo-famiglia e provvedere al sostentamento di una prole numerosa.
La prima data fondamentale passato il secondo conflitto mondiale è il 2 giugno 1946, giorno cardine per l’Italia e per l’inizio di una lunga emancipazione della figura femminile, infatti, questa ricorrenza sancisce le prime elezioni libere dopo il fascismo, il 2 giugno le donne hanno potuto votare per la prima volta grazie all’estensione del suffragio universale sancendo un vero e proprio trionfo che sembrava impensabile durante il periodo oscuro del ventennio.

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