Sovranismo: sì, ma quale?

di Antonio Tarantino (Fi)


È ormai realtà che nella mentalità dell’ italiano si vada sempre più a radicare il concetto che il potersi occupare prima delle cose utili di casa propria sia l’equivalente esatto del benessere e quindi dello stare meglio;
Secondo l’italiano medio occuparsi prima di tutto della propria casa – e delle priorità che girano attorno a questa, equivalga al perfetto benessere dello stare meglio.
E partendo da questo concetto basilare che entrano in gioco componenti assolutamente nuove per la generazione di giovani (composta da coloro nati a ridosso degli anni ’80 sino alla metà degli anni ’90).
Cos’è il sovranismo? Non è altro – a mio parere, che un aspetto del Nazionalismo, o quantomeno un richiamo di esso.
Il ritorno del sovranismo non è altro che figlio di un matrimonio fallito (ed incompreso) tra l’Italia e l’Europa: tant’è che nella mentalità comune di è instaurata una prospettiva di Europa distorta.
Dici Euro, dici Prodi: nome che non accoglie molto entusiasmo – ed è comprensibile, dopotutto è difficile negare che l’euro ha effettivamente impoverito le tasche degli italiani, così coem Romano Prodi risultò incapace di gestire il grande ruolo che gli veniva dato, ovvero creare un’Italia forte all’interno della zona Euro.
Oggi più che mai soffriamo di questi errori passati e delle cicatrici che inevitabilmente comportano, appunto bisogna chiedersi come viene reso attrattivo il Sovranismo?
Senz’altro la risposta a questa domanda richiede una serie articolata di riflessioni: si può con facilità affermare che questo Sovranismo viva una realtà completamente diversa da quella retrostante e non occorre necessariamente essere grandi dotti per poterlo affermare;
questo nuovo Sovranismo nasce con la forte convinzione di sapere che ha già avuto in passato temibili alleati, ciò comporta il timore nei confronti del Nonno cattivo, sio a ripudiarlo aspramente.
Così ci sentiamo spesso affermare l’idea di un certo Nazional-socialismo legato al Sovranismo, un fraintendimento sciocco e dovuto alla cattiva comprensione di questo fenomeno: desiderare di avere voce in capitolo in Casa Propria non deve essere un crimine.
In ogni caso questo aspetto del sovranismo sta affascinando diversi italiani e cambia il volto nella Destra Sociale e Liberale, è evidente che ci troviamo all’interno di un periodo di profonda mutazione genetica.
Questa pellicola in ogni caso non è nuova: già in passato, nella figura di Giorgio Almirante, la Destra Sociale che sempre contrastava gli ideali Democratici Cristiani che vedevano nell’Europa l’esaltazione massima di un messaggio universale di solidarietà internazionale, fu preda di una metamorfosi personale: le due principali correnti della destra sociale (facende capo ad Almirante e Michelini) ebbero modo di confrontarsi al punto che nel quarto congresso del MSI – dopo che Michelini divenne segretario, si incarnò una modalità più equlibrata e moderata di condurre la Destra Sociale, a tal punto da diventare filo-americana, pro atlantista ed europea.
Questa mutazione che inizialmente non godette del benestare della componente più antisistema del MSI (ispirata da Almirante), man mano si adagiò sino ad accettare la nuova deriva.
Le due correnti infatti nel 1963 nel VII Congresso decisero congiuntamente di votare a favore di una riconferma di Arturo Michelini alla guida della segreteria del Movimento, opponendosi ad una mozione di sfiducia di Romualdi.
Anche quando nel 1969 Almirante tornò alla guida della segreteria si aprì una stagione in cui il partito mai si spinse a staccare la spina in maniera netta alla sua condotta “Moderata”, tale fase fu interpretata dagli storici come la Politica del “Doppiopetto” di Giorgio Almirante, il quale alternava fasi di nostalgica condotta anti-sistema, a fasi in cui il movimento si concentrava di buon occhio ad occuparsi della Repubblica e delle sue fonti più grandi d’ispirazione.
La Metamorfosi in corso attuale in realtà quindi ha già un suo corso passato solo che questa volta è la Parte Moderata a cedere il Passo a quella Sovranista.
In realtà si può affermare che è uno scenario già vissuto ma al contrario: l’area moderata concorre questa volta a sostenere quella un po’ più anti-sistema, si può affermare che i ruoli si siano invertiti, resta però un quadro a cui l’elettore di centro-destra non è pronto.
Cosa succederebbe se questa metamorfosi genetica di nuovo corso portasse effetti invasivi sulla tenuta degli equilibri europei?
Certamente Battisti, il cantante, direbbe: lo scopriremo solo vivendo, per noi solo votando…
Le Europee sono sempre più vicine e questo significherà una nuova prospettiva all’interno del Parlamento Europeo.
Resta da chiedersi a che gioco stia giocando il Sovranismo: tutto ciò che inquadrato come una metamorfosi genetica o un ritorno di Forza Anti-Sistema da un Passato pericoloso e che fuggono dal rilevarsi per quelle che realmente sono?

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