I sindaci contro Salvini: lo considerate lecito?

di Paolo Muttoni


La novità del 2019 è che qualche sindaco del PD ha deciso di non applicare il Decreto sicurezza ed immigrazione.
Ma come? lo stesso decreto firmato e promulgato da Mattarella a Dicembre? Ebbene sì, gente. Incoerenza allo stato puro. Ma andiamo con ordine.

Il presupposto è che un sindaco non può non applicare la legge, e se ciò accade ne deve pagare le conseguenze, perché il decreto sicurezza è legge dello stato dal dicembre 2018, e non riguarda chi lo ha scritto e chi lo ha approvato, è legge e come tale va rispettato.
Perché facciamo un paragone, se un comune cittadino non rispetta una legge cosa succede ? Ne risponde penalmente o civilmente; in questo caso la situazione è uguale, se De Magistris, Orlando e tutta la banda bassotti non vogliono applicare la legge, devono risponderne.
Probabilmente in qualsiasi altro paese, anziché diventare eroi sarebbero già stati indagati o quantomeno avrebbero dovuto assumersi immediatamente le loro responsabilità.
I sindaci sono eletti dai cittadini, ma l’articolo 141 del testo unico degli enti locali sancisce bene i casi in cui con Decreto del ministro dell’interno (in questo Salvini) i consiglio comunali possono essere sciolti, ed alla lettere A delle casistiche dice bene “Per atti contrari alla costituzione o violazione delle legge”.
Molto probabilmente, e purtroppo, rimarranno al loro posto perchè un eventuale scioglimento aprirebbe un dibattito surreale in cui il colpevole diventerebbe Salvini. Però è chiaro ed evidente che questo episodio dimostra come in Italia non esista davvero un’ordinaria amministrazione, non è normale che dei sindaci dicano bellamente in televisioni e sui giornali che vogliono disobbedire; di qualsiasi colore politico essi siano.
Poi una nota di merito finale, sentire il nome di Gandhi accostato a quello di Orlando, fa rivoltare nella tomba il Primo, senza alcun rispetto per il secondo. (Per non parlare di degli altri…)

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