Renzi spara ancora botti

di Leandro Castelli

Nonostante sia già iniziato il 2019, ci sono persone che sparano ancora botti, come Matteo Renzi, che ha perso l’occasione di tacere (ancora).
Nell’ultima dichiarazione rilasciata il 2 gennaio, l’ex Premier e ex segretario del PD si attacca alla fake news come giustifica per parlare sua sconfitta alle scorse elezioni, attacca il governo gialloverde dandogli dei “cialtroni”, si dice fiero dei suoi mille da premier, esclude un nuovo partito e, ecco il botto del nuovo anno, dice “In fondo, alla fine, al governo ci posso tornare”

Dopo aver letto questa intervista, mi vengono in mente tutti gli annunci fatti da Renzi, per esempio “Se io perdo, con che faccia rimango? Ma non è che vado a casa, smetto proprio di fare politica” oppure quando disse che sarebbe rimasto in silenzio per 2 anni, dopo la batosta ricevuta il 4 marzo.

Forse, quello che non capisce bene Renzi, è che stando lontano dagli elettori, dai territori e dai bisogni richiesti dal popolo non si vince. Quando sei un candidato, non devi fare lo spocchioso, non devi fare battutine penose, ma devi essere un leader di cui i tuoi elettori prendano esempio e, soprattutto, se i governi del PD avessero fatto un buon lavoro, non c’è fake news che tenga, quindi aggrapparsi a scuse è inutile, Renzi in questo caso si mostra debole e non fa mea culpa, anzi, insiste su una strada che lo ha portato dal 41% al 18%.

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