L’ora dei Conservatori! Per una reazione al torpore e al populismo.

di Pasquale Ferraro.

I fatti hanno dimostrato come la “rivoluzione” sociale promessa dalle forze politiche populiste si sia dimostrata un nulla di fatto. Vane e inespresse sono rimaste le ambizioni, i desideri e le profonde aspirazioni di chi sinceramente e disperatamente tese la speranza verso coloro i quali promisero di realizzare un cambiamento radicale e una giustizia sociale egualitaria.
Si cerca di annoverare come cambiamento, la più turpe politica demagogica messa in atto negli ultimi decenni: il reddito di cittadinanza, altro non è che un esempio lucido e riprovevole di politica assistenzialista a fini elettorali, rappresentando tutto ciò che ha prodotto l’attuale stato dell’arte nel nostro paese.
La classe media, colonna portante e motore trainante del paese, è stata nuovamente defraudata, impoverita e dimenticata dalle azioni di un governo che ha deciso di relegare il paese ad un incubo recessivo che rischia di risultare fatale alle piccole ma incoraggianti premesse di crescita che negli ultimi anni stavano emergendo. In tutto ciò ad emergere è un profondo atteggiamento statalista e parassitario, poco lungimirante nella gestione e negli indirizzi politici ed economici.
Il sovranismo militante si è esaurito alla prima bocciatura europea della manovra, e delle dirompenti parole nazional-popolari a cui le forze di governo ci avevano abituati non ne è rimasta nemmeno l’ombra.
Ma non basta constatare la sciagura che si è abbattuta su di noi il 4 di marzo, non è sufficiente ribadire a noi stessi, la pericolosità, l’incompetente cialtroneria del peggior governo della storia Italiana, annoverando tutti i governi pre unitari, dalla caduta dell’Impero Romano d’occidente ad oggi. Per questo dobbiamo reagire politicamente, con una proposta alternativa.
L’Italia ha la necessità che si formi una forza politica Conservatrice e Liberale, che si mettano insieme le energie migliori, giovani e ardenti di costruire e di ricostruire l’Italia.
La rivoluzione di cui l’Italia ha necessità di cui bisogna in ogni sua più piccola sfaccettatura non è quella del reddito di cittadinanza, non è quella dell’accentramento burocratico, del capitalismo di stato, dell’elemosina di questo o di quel governo in prossimità delle elezioni, non è la figura dello scemo del villaggio europeo, che prende gli schiaffi e ride. Quale rivoluzione? Se questa è una rivoluzione, allora è compito dei Conservatori di questo paese di abbandonare le riserve e le preoccupazioni, le paure e i tentennamenti, mettendo in atto una controrivoluzione politica e ideale che democraticamente salvi il paese dalle conseguenze e dagli esiti di un governo folle e sprovveduto.
Se oggi ha un senso essere Conservatori, se la storia travagliata per un cosi puro ideale nel nostro paese ha avuto una ragione, ora è il momento di dimostralo, di portare davanti al paese e agli elettori una proposta politica e culturale alternativa; forte, ambiziosa e umana.
Altrimenti lasceremo alla mercé degli sciacalli, le speranze di una nazione che attende da troppo tempo, che l’inverno lasci spazio ad una fiorente e rigogliosa primavera.

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