Acca Larentia: 41 anni dopo dov’è la verità?

di Fedele Albrizio.

7 Gennaio 1978.
Strage di Acca Larentia.
È una giornata fredda di gennaio e 5 ragazzi tra cui Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta si ritrovano, con altri 3 Camerati, per pubblicizzare un concerto musicale del gruppo di destra “Amici del vento”.
Verso le 6 del pomeriggio, di fronte alla sezione del Msi di Acca Larentia, nel quartiere Tuscolano a Roma, un comando di terroristi di estrema sinistra uccide Franco Bigonzetti, 19 anni, studente di medicina al primo anno e militante del Fronte della Gioventù (giovani Movimento sociale italiano). Francesco Ciavatta, 18 anni, viene ferito: egli cerca di scappare dalle scale accanto alla sezione ma viene seguito dai terroristi che colpendolo alla schiena lo finiscono. Ciavatta morirà durante il trasporto in ospedale.
Gli altri 3 Camerati, tra cui il meccanico Vincenzo Segneri, questi ferito ad un braccio, insieme a Maurizio Lupini, responsabile dei comitati di quartiere e allo studente Giuseppe D’Audino, riescono a rientrare dentro la sezione missina.
Dopo poche ore i militanti missini di tutta Roma vengono a conoscenza dell’episodio e si recano presso la sezione giurando vendetta per i loro amici caduti.
Si vengono a scontare con i carabinieri e durante le violenze un capitano dei carabinieri, con due colpi in testa, uccide Stefano Recchioni, militante missino della sezione di Colle Oppio, di 20 anni.
Dopo pochi mesi il padre di Francesco Ciavatta, in preda alla disperazione, si suicida ingerendo una bottiglia di acido.
Dopo 41 anni questi ragazzi pretendono giustizia.
Questi ragazzi hanno sacrificato la loro vita per difendere la propria idea, giusta o sbagliata che sia. Loro hanno il diritto di essere chiamati martiri della violenza politica diffusa in quel periodo.
L’eccidio di Acca Larentia è uno dei tanti episodi di terrorismo, proveniente sia da destra che da sinistra, durante gli anni ’70 ed ’80, dove molti giovani persero la vita.
Il mio pensiero su questi ragazzi è positivo poiché avrebbero tanto da insegnare in un mondo senza valori e pieno di ipocrisia.

L’omicidio di Acca Larentia, però, fece entrare la destra in una forte crisi culturale e politica e portò molti ragazzi a sposare il terrorismo armato: in reazione a ciò, vennero fondati alcuni gruppi tra cui i Nar e Terza posizione che si macchiarono di diversi omicidi.
In seguito, il capitano dei carabinieri che sparò a Recchioni venne prosciolto da ogni accusa, insieme ai terroristi che eseguirono l’attentato, quindi i ragazzi non ebbero in alcun modo giustizia.


“Se un uomo non è disposto a qualche rischio per affermare le proprie idee o le sue idee non valgono nulla o non vale nulla lui”

Franco Bigonzetti
Francesco Ciavatta
Stefano Recchioni 

Onore a voi
per 10, per 100, per 1000 anni
Figli d’Italia

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