Il Papa è la vera anti-tesi a sinistra di Salvini

di Manuel Bernarducci

Papa Francesco e Matteo Salvini sembrano due personaggi separati da una distanza abissale. La verità, che non piacerà, probabilmente, ai sostenitori dell’uno e dell’altro, è che sono più simili di quanto si pensi. Per cominciare entrambi hanno la straordinaria capacità di dividere il popolo/l’elettorato/i fedeli (a seconda dei casi) tra feroci detrattori e accaniti seguaci che faticano a non cadere nel fanatismo. Adorano mostrarsi umili e vicini al popolino. Sia il Pontefice che il Ministro degli Interni hanno, negli ultimi anni, costellato la loro carriera di frasi eclatanti e volutamente provocatorie e gesti ad effetto. Amano far parlare del loro personaggio, far discutere, suscitare scalpore. Sono riusciti nell’ardua impresa di essere spesso identificati con un messaggio specifico, grazie al loro essere martellanti e spesso monotematici. Infatti quando si pensa a Salvini, anche da prima che ricoprisse l’attuale ruolo governativo, si associa l’idea di respingimento dei migranti e controllo dei confini (nonostante ci siano molti altri esponenti politici sulla sua stessa lunghezza d’onda in tale questione). Quando invece si ascolta un udienza, un discorso ecc. del Santo Padre, ci si aspetta, con rassegnazione cristiana, la solita cantilena su quanto sia indispensabile accogliere i migranti e di quanto noi Occidentali siamo razzisti se scegliamo di difenderci. Entrambi poi sono degli innovatori e rottama tori. Francesco ha sostituito un Pontefice conservatore come Benedetto XVI e ha, con la sua modernità e volontà innovativa, che si addice di più ad un politico che ad un Papa, ha causato le ire dei Vescovi più tradizionalisti. Salvini, invece, ha preso in mano una Lega bossiana e maroniana, ancora fema al secessionismo e al nordismo e l’ha trasformata in un partito di respiro nazionale che affronta tematiche tipiche della destra che, sempre grazie alla sua straordinaria capacità di comunicazione, è riuscito a far passare per sue. Non contento ha rottamato persino Berlusconi, diventando, a furor di popolo, leader della coalizione di centrodestra, salvo poi tradire quella stessa coalizione per andare al governo con il giacobinismo pentastellato, ma questa è un’altra storia.
Dunque, cara sinistra, inutile cercare l’anti-tesi di Salvini nella classe dirigente del Partito Democratico, in Laura Boldrini, nei sindaci “ribelli”, nel Capo dello Stato, negli Alti Commisari europei, nella magistratura, nei giornalini di regime: è Papa Francesco. Si dimetta, appenda l’abito talare al chiodo, prenda cittadinanza italiana e fondi un partito che unisca tutti, progressisti, radical-chic, cattocomunismi, ecologisti, vegani, comunisti. Però, fino a che decide di restare a San Pietro, a guidare le anime dei cattolici di tutto il mondo, la prego di smetterla di fare politica.

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