La situazione della Sacra Famiglia, era simile a quella dei migranti di oggi: FALSO

di Manuel Berardinucci

Anche quest’anno a Natale, molti di voi, immagino, anziché ascoltare parole sul miracolo della Natività, sulla venuta del Salvatore e altre questioni religiose e spirituali (che sembrano esser passate fuori moda) si sono dovuti sorbire il classico predicozzo sui “fratelli migranti”. Dico “voi” perché io quest’anno sono fuggito dalla Parrocchia vicina a casa mia che lo scorso anno aveva sostituito la mangiatoia con un salvagente e sono “immigrato” in una Basilica non lontana, in cui officiano la Santa Messa i frati che, fortuna vuole, lasciano la politica a chi è deputato ad occuparsi di essa.

Trovo che sia tremendamente errato realizzare parallelismi tra le narrazioni religiose e bibliche e l’attualità. Ritengo sbagliato, al principio, un qualsiasi coinvolgimento delle fede nella vita politica nostrana. Sarebbe più facilmente accettabile se la religione cattolica venisse strumentalizzata da laici esterni al mondo ecclesiastico, risulta invece particolarmente odioso, quando quest’esercizio viene svolto dai Ministri della Chiesa. Ma di certo non posso biasimare i sacerdoti che paragonano Gesù ad un migrante, che trasformano le loro omelie in comizi antirazzisti, se il primo a farlo è l’esponente di punta del mondo cattolico: Papa Francesco. Dai suoi continui, ossessivi e ripetuti appelli all’accoglienza e alla solidarietà con i migranti, si sentono legittimati i sacerdoti a fare politica o addirittura a trasformare il Santo Presepe, con chiari fini propagandistici, in un gommone che trasporta immigrati. Ignoranti, oltre che faziosi. Gesù non era un migrante, non era un clandestino e nemmeno San Giuseppe e Maria lo erano. Infatti San Giuseppe, della famiglia di Davide, fu chiamato a Betlemme, città d’origine, per farsi registrare per il censimento. Qui nacque Gesù, ma in seguito tutti e tre tornano da dove erano giunti. Successivamente si trasferiscono provvisoriamente in Egitto, per sfuggire al Re  Erode, dunque, in questo caso, a rigore di termini, sono profughi in fuga da persecuzioni, nulla a che vedere con i migranti economici e i clandestini che rappresentano la stragrande maggioranza di coloro che chiedono di essere accolti in Europa. Anche in quest’occasione San Giuseppe ritorna da dove era venuto.

E’ mai possibile che i sacerdoti, i Vescovi e il Papa stesso non abbiano una conoscenza dettagliata, della vita di Gesù, Maria e San Giuseppe? Ne dubito fortemente, anzi, sono sicuro che la loro cultura in tale ambito sia nettamente superiore alla mia. Vi è allora un problema di disonestà intellettuale di fondo, di strumentalizzazione propagandistica che, me lo consentirete, poco si addice a chi sceglie di consacrare la sua vita a Dio.

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