Cesare Battisti arrestato in Bolivia – Fine della corsa?

di Manuel Massimiliano La Placa

Nelle scorse ore è rimbalzata la notizia dell’arresto, avvenuto in Bolivia a conclusione di una operazione congiunta italo-brasiliana, di Cesare Battisti.
Secondo le informazioni sinora filtrate, l’uomo sarebbe stato rintracciato a Santa Cruz de La Sierra, dove si trovava già da qualche tempo ed indossava barba e baffi finti.
Già avviate tutte le pratiche per il procedimento di consegna all’Italia, anche se su questo punto, al momento, rimane ancora qualche riserva su tempistiche, modalità ed autorizzazioni necessarie.
Nato a Cisterna di Latina nel 1954, Battisti si iscrive giovanissimo al PCI per poi andare incontro tra il 1968 ed il 1972 a svariati arresti nonché all’accusa di sequestro di persona nel 1974.Nel 1977 l’incontro con i Proletari Armati per il Comunismo e le successive cronache che parlano di rapine a banche e supermercati, ma soprattutto degli omicidi di Antonio Santoro, Andrea Campagna, Lino Sabbadin e Pierluigi Torregiani.Battisti viene condannato all’ergastolo per due dei predetti omicidi.Dal 1981 evade riparando a Parigi, dove fonda una rivista culturale.Fugge poi in Messico fino al 1990, quando torna in Francia e viene arrestato con l’Italia che ne chiede l’estradizione, poi  negata.
Viene naturalizzato francese ma tale concessione decade nel 2004 quando, tratto in arresto per una lite di vicinato, la magistratura italiana ne chiede per l’ennesima volta la estradizione.Battisti fugge e raggiunge il Brasile, proclamandosi innocente ed invitando i magistrati italiani a cambiare pagina.
Nel 2009 il Brasile gli accorda lo status di rifugiato politico, sotto l’ala protettrice del Presidente Lula che nel 2010 si rifiuta di estradarlo concedendogli un visto permanente.Da quel momento sopravvive come dipendente di Sindacato ma nel 2015 il vento inizia a cambiare.Gli viene revocato il permesso di soggiorno a causa delle condanne penali maturate in Italia, tuttavia riesce a rimanere in territorio brasiliano opponendosi in diritto alla richiesta di espulsione.
Nel 2018 gli viene nuovamente revocato il passaporto per uso di documenti falsi, ed al contempo il candidato alla presidenza Jair Bolsonaro ne promette l’estradizione in caso di vittoria, poi concretizzatasi.Battisti si rende irreperibile dal dicembre 2018 e ne viene ordinato l’arresto per pericolo di fuga, con concessione della estradizione, a lungo richiesta dalle Autorità italiane. 
Una scomparsa che dura poco e che ha trovato conclusione proprio nelle scorse ore.Bisognerà adesso capire se si concretizzerà effettivamente l’estradizione promessa dal Presidente Bolsonaro, oppure se si tratterà dell’ennesimo capitolo di una saga che sembra non avere mai fine.
Manuel Massimiliano La Placa 


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