Davide Quadri intervistato da GaD: cambiare l’Europa è possibile

A cura di Vanessa Combattelli



Cari lettori di Giovani a Destra, oggi vi porto l’intervista a Davide Quadri, giovane ventiseienne laureando in Economia ed Impresa.
Davide da tre anni è coordinatore della Lega nel varesotto e da ben cinque anni si occupa delle relazioni internazionali nei movimenti giovanili euroscettici.
Qui di seguito alcune domande che gli abbiamo rivolto.

V: Qual è la tua idea sul gruppo Visegrad?
D: Credo che il gruppo Visegrad rappresenti una speranza per l’Europa e soprattutto per l’identità nazionale. Sono numerosi i conservatori all’interno di questa realtà variegata.
Infatti rappresentano il volto di un’Europa più giovane, nata con la caduta del Muro di Berlino, per certi versi oserei dire anche più genuina avendo passato per prima la mancanza di libertà nella condizione di satelliti dell’URSS.

V: Rapporto con l’Austria, possiamo dire “quasi amici” oppure no?
D: Devo portare quella che è anche la mia prospettiva da varesino, senz’altro l’Austria mi è culturalmente vicina e storicamente è impossibile negare un legame di destine comune.
Bisogna ricordare che parliamo di paesi con un forte desiderio di salvaguardare l’interesse nazionale, proprio per questo bisogna comprendere anche determinate scelte politiche.
Inoltre molte volte, quando si parla di attriti italo-austriaci, è più la propaganda a fare un gioco forza.
Inoltre c’è da dire che chiunque, come me, sia figlio di zone di confine ha più facilità a sentirsi eropeo che italiano, proprio per questo ci teniamo a sottolineare le contraddizioni dell’Unione Europea. Mettiamo in discussione questo tipo di Unione, ma non di certo l’Europa dei popoli a cui crediamo fermamente.

V: Cosa diresti per convincere gli scettici del federalismo?
D: Prima di tutto il federalismo in realtà unisce più che divide. Credo sia il miglior alleato dell’unità nazionale a differenza di quello che si vuol far credere. Ci sono diversi esempi storici e contemporanei che possono dimostrare come il federalismo alimenti il sentimento nazionale.
Inoltre è bello anche pensare che una forte identità regionale è oggi più che mai la risposta alla propaganda del cittadino cosmopolita.

V: Rapporto Russia e America, qual è la tua posizione?
D: La soluzione è il buonsenso. Noi come Sitema Italia rappresentiamo un ponte tra questi due mondi: non si può negare l’aspirazione filo-americana del paese, ma al tempo stesso c’è anche un forte legame con le sorti russe.
Credo sia necessario collaborare con queste due realtà così da costruire un asse per una guerra al terrorismo volto ad una cooperazione internazionale come si deve.
Per concludere queste due realtà sono conciliabili rispetto a ciò che molte volte i mass media fanno credere.

V: Ha fatto molto discutere il posizionamento di Salvini nei confronti di Israele, come rispondi?
D: Be’, le mosse di Salvini per alcuni sembrano incomprensibili, ma per chi segue il suo operato da sempre non può che essere una conferma a intenzioni già stabilite.
Inoltre credo sia un avvicinamento ai paesi di Visegrad e ai sovranisti in generale (senza dimenticare lo stesso Putin), già vicini ad Israele.
E’ necessario avere un interlocutore nel Medio Oriente, ed è innegabile inoltre come Israele rappresenti a tutti gli effetti un forte stato nazionale contro il cosmopolitismo contemporaneo.


V: Nelle ultime settimane abbiamo potuto vedere come il movimento dei Gilet Gialli abbia preso consenso e al tempo stesso scatenato l’opinione pubblica, cosa ne pensi?
D: E’ un fenomeno che rappresenta a tutti gli effetti una forma di rivolta rispetto all’élite parigina: il rapporto centro-periferie si è rotto.
Si sta manifestando un malessere comune e la presenza di bandiere locali esprimono a tutti gli effetti la difficoltà provata.
Non è semplice dire come si orienterà questo movimento poiché ci sono tante influenze politiche al suo interno.
Credo che la Francia rispetto a questi temi sia d’impatto e solitamente qui parte il “motore primo”.
Conviene però precisare che la violenza non è affatto condivisa dalla base dei gilet gialli, ma purtroppo i tiratori ci sono sempre, in qualsiasi movimento.

V: Che genere di prospettiva hai per le europee?
D: Credo vi sia finalmente la possibilità di cambiare totalmente la direzione dell’Europa, possiamo fare la storia.
Saranno determinanti le forze euroscettiche in tal senso, creando un consenso di massa per poter finalmente arrivare nei tavoli che contano e cambiare una volta per tutte le carte.
V: Che genere di proposte fa il tuo movimento giovanile (Lega Giovani ndr) nell’ambito internazionale?
D: Il nostro lavoro oggi è quello di mettere insieme più realtà, Salvini viene percepito come il leader in grado di creare un fronte unico con maggiore partecipazione e minore partitocrazia.
E’ una vera e propria sfida generazionale contro i dinosauri.

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