L’Irredentismo Italiano in chiave geopolitica

di Franz Camillo Bertagnolli Ravazzi.

“Per alcuni il Mediterraneo è una via. Per noi è la Vita” B.M.

Premessa

L’Irredentismo italiano fu a partire dall’unità d’Italia alla fine del fascismo una missione spirituale prima che geopolitica.

Il desiderio dei patrioti italiani di unire sotto un solo vessillo tutti gli italiani è una chiave per capire la politica estera italiana di quell’epoca.

All’Italia

   “Virtù contro a furore

   prenderà l’armi,

   e fia el combatter corto,

   che l’antico valor che fu del popolo romano

   nelli italici cor non è ancor morto.”

Francesco Petrarca

Vittoria Mutilata

Il tradimento dell’Intesa

L’Italia allo scoppio della Prima Guerra Mondiale era alleata con gli Imperi Centrali ma la questione Adriatica era una spina nel fianco nei rapporti tra Italia e Austria Ungheria.

Le potenze dell’Intesa sfruttarono questa discordia per trascinare l’Italia dalla loro parte.

All’Italia oltre a Trento e Trieste venne promessa la metà della Dalmazia.

Tuttavia la nascita della Jugoslavia impedì la riunificazione della Dalmazia all’Italia con l’esclusione di Zara che venne assegnata all’Italia.

Fiume tornò all’Italia solo grazie all’intervento dei legionari di D’Annunzio.

La Prima Guerra Mondiale lasciò l’unità d’Italia incompiuta.

Nizza ,Corsica e Malta languivano ancora sotto il giogo straniero.

Francia e Impero Britannico ostacolavano ancora il Destino Mediterraneo dell’Italia.

In Corsica da quasi due secoli proseguiva la francesizzazione dell’Isola che veniva trattata dai francesi come possedimento coloniale.

A Malta le cose non erano migliori .

Gli inglesi proseguivano con l’anglicizzazione dell’Isola favorendo la lingua inglese con ogni mezzo tentando di creare una fittizzia “identità maltese “.

La Seconda Guerra Mondiale

L’opportunità perduta

La seconda guerra mondiale avrebbe potuto rappresentare il compimento dell’Unità d’Italia.

Scelte strategiche e tattiche sbagliate lo impedirono.

La Corsica fu occupata e non riunificata.

L’occupazione italiana dell’Isola alienò le simpatie della popolazione locale cosa che portò al nascere di un nazionalismo corso ostile all’irredentismo italiano.

A Malta non andò meglio.

L’Isola fu pesantemente bombardata dall’Asse cosa che provocò l’ostilità della popolazione maltese nei confronti dell’Italia.

L’Isola non fu occupata cosa che segnò le sorti della guerra nel  Mediterraneo .

Il Patriota Carmelo Borg Pisani morì invano.

Malta non è inglese che per usurpazione e io non sono suddito britannico che per effetto di questa usurpazione. La mia vera Patria è l’Italia. È dunque per lei che devo combattere .

L’8 settembre 1943 segnò l’inizio della fine per gli Italiani d’Adriatico.

Le feroci orde titine invasero Istria e Dalmazia compiendo il genocidio degli Italofoni di quelle zone e costringendo decine di migliaia di persone all’esilio.

Il litorale adriatico fu perso in toto con l’esclusione di Trieste in seguito al trattato di Osimo del 1975.

A seguito della dissoluzione della Jugoslavia vi fu un ‘ offerta da parte dei Serbi di restituirci le terre perdute in cambio di aiuti contro i croati.

I governi italiani di quegli anni non colsero l’occasione di riprenderci ciò che avevamo perso .

Le guerre jugoslave rappresentarono l’ultima occasione in cui si sarebbe potuto risolvere la questione adriatica in modo favorevole agli interessi italiani.

L’Irredentismo Italiano oggi

Al giorno d’oggi l’irredentismo emerge solo in occasione del giorno del ricordo del genocidio adriatico ed è generalmente visto come qualcosa di appartenente al passato.

Tuttavia esistono mezzi pacifici per arrivare all’unità d’Italia senza versare inutilmente sangue europeo.

La Corsica è la regione più povera della Francia e si potrebbe arrivare a un accordo economico per quanto riguarda la cessione dell’Isola. Appena riunificata all’Italia le verrebbe concesso lo statuto speciale che darebbe ai corsi molte più libertà di quanto non ne godano sotto la Francia.

Malta dipende enormemente dall’Italia e si potrebbe giungere all’unificazione mediante l’uso da parte dell’Italia del soft power e la promessa di uno statuto speciale analogo alla Sicilia.

Più spinosa invece è la questione dell’Istria e della Dalmazia che renderebbero necessaria una guerra che tuttavia potrebbe essere rapida e con poco spargimento di sangue anche sfruttando l’odio tra jugoslavi.

L’unificazione delle etnie in Italia come altrove in Europa è una fase intermedia verso la creazione di un Europa dei Popoli.

In termini di potenza l’Italia unita darebbe all’Italia il controllo del Mediterraneo permettendole un ruolo maggiore nello scacchiere internazionale.

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