Libero inserisce nel titolo la parola “gay”: si tratta di omofobia?

di Matteo Ghilardi.

È forte polemica  su “Libero” che ha titolato in prima pagina: “Calano fatturato e Pil ma aumentano i gay”. Il sottosegretario all’Editoria Vito Crimi, dichiarando di provare “disgusto” per quel titolo, annuncia: “Avvierò immediatamente una procedura interna per vagliare la possibilità di bloccare l’erogazione dei fondi residui spettanti a un giornale che offende la dignità di tutti gli italiani e ferisce la democrazia”. Arriva il commento del vicepremier Luigi Di Maio che su Facebook va all’attacco del quotidiano diretto da Vittorio Feltri: “Abbiamo fatto bene o no a tagliare i fondi a giornali del genere? Scriveranno queste idiozie senza più un euro di fondi pubblici”.

Non si fa attendere la replica di Feltri : “L’omofobia ce l’ha in testa chi ci critica”. “Chi ci spara addosso  ha letto solo il titolo ma non il testo, in caso contrario avrebbe scoperto che quei dati ci sono stati forniti dalle stesse associazioni gay. Di cosa ci si offende?”. “E’ un dato di fatto sottolinea abbiamo citato delle cifre, cosa c’è da indignarsi?”. Quanto alla notizia dell’avvio della procedura interna per vagliare la possibilità di bloccare l’erogazione dei fondi residui spettanti al quotidiano, Feltri afferma: “Si parla da mesi del blocco dei fondi, chiamano i giornalisti ‘puttane’ e nessuno si scandalizza.

Sulla discussione  interviene la Federazione nazionale della Stampa italiana. “Il ministro Luigi Di Maio e il sottosegretario all’Editoria Vito Crimi, scrivono in una nota Raffaele a Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Fnsi continuano ad avere un approccio sbagliato nei confronti del mondo dell’informazione. La giusta condanna di ogni forma di discriminazione e del linguaggio offensivo delle diversità, al quale si abbandona oggi il titolo di apertura del quotidiano Libero, non può giustificare in alcun modo, si sottolinea , la rivendicazione del ministro e del sottosegretario di cancellare qualsiasi forma di sostegno all’editoria”. “Trasformare critiche legittime e condivisibili in provvedimenti di carattere ritorsivo è sbagliato, oltre che ingiusto”.

Interviene sulle polemiche Vladimir Luxuria, noto personaggio conosciuta per la sua transessualità che afferma : “Un titolo inaccettabile perché genera un’associazione negativa tra due elementi accostati l’uno all’altro, il calo di Pil e fatturato da una parte e l’aumento dei gay dall’altra. Come se le due cose si potessero paragonare, cosa c’entra? Aggiungendo ‘c’è poco da stare allegri’ al titolo di prima pagina, si dà a intendere che le due cose dovrebbero essere considerate entrambe in modo negativo, come se invece di gay si parlasse di criminalità. Quel titolo, conclude, è il prodotto di un clima preoccupante che si respira in Italia, sempre più omofobo”.

Non è nuova la notizia secondo cui Libero pubblichi spesso titoli provocatori per creare scandalo all’interno del mondo dell’informazione, tuttavia è importante la lettura dell’intero testo prima di creare polemiche che alimentano il dibattito su un presunto caso di omofobia, perché dal punto di vista del titolo è stato fatto volutamente associare la parola “gay” con il discorso del Pil, così da creare una reazione che era già calcolata prima ancora di pubblicare l’intero articolo, considerando che il tema dell’omosessualità negli ultimi anni ha creato molte polemiche anche nell’ambiente politico, per quanto riguarda le unioni civili tra omosessuali.

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