Frassinetti (FDI): Sinistra vorrebbe dimenticare le Foibe. Noi le ricordiamo.

Di Michele Schiavi

FRASSINETTI (FDI): “UNA CERTA SINISTRA COPRE GLI ECCIDI DI ITALIANI DEI COMUNISTI DI TITO, NOI RICORDIAMO”

Paola Frassinetti, vicepresidente della Commissione Istruzione e Cultura della Camera dei Deputati, deputata di Fratelli d’Italia e una vita a destra. La abbiamo raggiunta, per porle alcune domande, visto il suo impegno per le celebrazioni della giornata del Ricordo, del 10 Febbraio. È stata inoltre l’occasione per analizzare l’attività parlamentare di questi mesi e parlare delle prossime elezioni europee.

Quanto è importante l’interrogazione e il lavoro svolto in commissione che ha portato alla scelta di trasmettere il film Red Land-Rosso Istria in prima serata su Rai 3?

Credo che la proiezione del film Rosso Istria in prima serata su Rai 3 sia un grande risultato.

Non era mai stato prodotto un film così incisivo ed obiettivo sull’argomento. Ci sono scene molto crude e drammatiche che rappresentano bene la realtà dei fatti e danno modo al grande pubblico di conoscere, oltre alla tragedia delle foibe, anche la storia di Norma Cossetto, donna italiana martire fino ad ora sconosciuta alla maggioranza.

Sono felice che l’interrogazione presentata insieme all’on. Federico Mollicone ( FdI) abbia contribuito all’ottenimento di questo obiettivo.

Questo impegno si aggiunge ad un’altra mozione approvata il 23 Gennaio per impedire all’Anpi di parlare di Foibe nelle scuole. Perché certa sinistra fa ancora fatica ad accettare quella che è stata una realtà storica?

Con la mozione di FdI, a mia prima firma, in Commissione Cultura ed Istruzione della Camera, abbiamo ottenuto l’impegno del governo sul fatto che nelle scuole, a trattare l’argomento delle foibe, vadano solo gli appartenenti alle associazioni degli esuli. Purtroppo all’ANPI, da un po’ di tempo, era permesso di parlare delle foibe e dell’esodo degli istriani giuliani e dalmati nelle scuole, sostenendo, ovviamente, teorie negazioniste atte a minimizzare l’immane tragedia.

Una certa sinistra, abituata al fatto che queste pagine di storia erano rimaste oscurate per anni, non si arrende all’idea che tutti gli italiani ora possono conoscere le drammatiche vicende dei confini orientali e i tantissimi eccidi di italiani compiuti dai partigiani comunisti di Tito. Questa è cecità ideologica e mancanza di obiettività, due caratteristiche che storicamente caratterizzano la sinistra.

Onorevole Frassinetti, la sua esperienza nella destra sociale è iniziata nel Fronte della Gioventù qualche decennio fa: come è cambiato il modo di fare politica?

Il modo di fare politica è molto cambiato. Quando mi sono iscritta al fronte della Gioventù, negli anni ’70, la militanza era totalizzante. Passavamo tantissimo tempo nelle nostre sedi a discutere tra noi di politica ed ad organizzare le attività esterne nelle scuole e nelle piazze. Ora con i social tutto è cambiato e i giovani partecipano meno alla vita pubblica. Bisognerebbe riuscire a mantenere ancora dei momenti comunitari di incontro pur garantendo la giusta presenza sul web. Incontrare le persone e parlare con loro per cercare di risolvere i problemi è il fine più alto della politica. Queste sono modalità di intendere la Politica che non passeranno mai di moda.

Le battaglie della destra oggi sono portate avanti in Parlamento solo da Fratelli d’Italia. La destra può ancora essere moderna, può ancora parlare ai giovani?

La destra politica in Italia è rappresentata solo da FdI e deve necessariamente guardare ai giovani ed al futuro. Non è un caso che Giorgia Meloni sia, nel nostro panorama politico, la più giovane leader di un partito. Le nostre idee pur avendo profonde radici nel passato sono protese al futuro. Questa è sempre stata una caratteristica della destra italiana e non a caso FdI si contraddistingue per le sue battaglie coraggiose, spesso sostenute in solitudine. Questa volontà di difendere i diritti calpestati e di combattere battaglie scomode appartiene a chi rinuncia a rendite di posizione ed è tipico dei giovani, non tanto guardando la carta d’identità ma lo spirito interiore.

Il 2019 è l’anno dello scontro tra sovranisti ed europeisti, conservatori e progressisti in Europa. Come si posiziona Fratelli d’Italia e quali risultati può raggiungere per le prossime elezioni europee?

FdI si posiziona nell’area sovranista perché pensa sia arrivato il momento di dire basta alle imposizioni dell’Unione Europea che sono contrarie ai nostri interessi di Nazione. 

Fino ad ora le nazioni più potenti hanno fatto i loro interessi calpestando i diritti e le necessità di altri Paesi. Questa situazione, dove la grande finanza e i poteri forti hanno il sopravvento su tutto, ha innescato un grande malcontento nel resto d’Europa. Ora speriamo che con il voto alle europee del 26 maggio il fronte sovranista conquisti l’Europa. 

FdI avrà senz’altro successo perché coerentemente porta avanti queste battaglie sovraniste fin dalla sua nascita.

Infine un’ultima domanda. Spesso si dice che gli italiani abbiano uno scarso spirito patriottico. Per lei cosa significa amare la Patria?

Gli italiani apparentemente sembrano un po’ tiepidi verso lo spirito patriottico ma in fondo nella realtà non è così.

Questo è dimostrato dalla nostra storia carica di esempi di grandi patrioti che hanno dato la vita per l’Italia. Penso agli eroi del Risorgimento, a Goffredo Mameli che ha combattuto fino alla fine nonostante avesse una gamba in cancrena, penso alle migliaia di giovani che nella Grande Guerra hanno vissuto anni in trincea in condizioni difficilissime, agli Alpini che hanno sostenuto guerre in alta montagna che poi si sono rivelate essenziali per la Vittoria finale. Penso ai ragazzi della Repubblica Sociale uccisi anche dopo la fine della guerra  per difendere l’onore della loro Patria.  Penso ai nostri ragazzi delle missioni militari che si distinguono per senso di umanità e che portano con onore il tricolore nei luoghi più pericolosi. Penso alle tante persone che si sono recentemente mobilitate in occasione di eventi drammatici come alluvioni o terremoti per aiutare le popolazioni colpite. 

Per me amare la Patria significa cercare di migliorarla in ogni modo. Mettere al suo servizio attitudini e competenze per renderla migliore. Combattere per difenderla quando è minacciata nella sua sovranità ed indipendenza. Impegnarsi per difendere e conservare  i suoi tesori artistici, le sue città, le sue spiagge, le sue montagne ed i suoi prodotti agroalimentari. Difendere la sua lingua dalle tante, troppe ingerenze di parole straniere. Cercare di far tornare le eccellenze che se ne sono andate all’estero e cercare di migliorare le opportunità lavorative affinché i giovani  migliori non se ne vadano. Chiamarla Patria e non Paese……. Questi sono tanti modi per amare l’Italia. 

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