Corte di Cassazione: boom ricorsi sui diritti dei migranti e nel settore tributario. Cala il contenzioso civile, processo penale più lento

di Manuel Massimiliano La Placa.

È stato da poco inaugurato l’anno giudiziario 2019 alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella, nonché dei Ministri della Giustizia Bonafede, dell’Economia e Finanze Giovanni Tria, della Pubblica Amministrazione Avv.Giulia Bongiorno e del Vicepresidente del Csm Ermini.
Durante la cerimonia, l’attuale Primo Presidente della Suprema Corte Giovanni Mammone ha reso noto un vertiginoso aumento del 512,4% dei ricorsi civili in materia di protezione internazionale e richieste di asilo, nonché del 9,8% nel settore del diritto tributario.
Nondimeno, per quanto riguarda il contenzioso civile pendente si registra una diminuzione netta dai 6 milioni del 2009 ai 3,5 milioni del giugno 2018, con una significativa riduzione delle iscrizioni delle liti innanzi ai Tribunali in primo grado, anche in correlazione all’incidenza della procedura di negoziazione assistita, mentre le stime rimangono stabili per quanto inerente i procedimenti di competenza delle Corti d’Appello e dei Giudici di Pace.
Quanto al processo penale, la durata media dello stesso aumenta da 369 a 396 giorni con una durata complessiva che registra un +17,5% in primo grado, mentre in secondo grado le tempistiche si riducono da 906 a 861giorni totali.Al contempo, calano nettamente i casi di prescrizione dei reati, che maggiormente si riscontrano in Appello e durante le indagini preliminari, sulle quali ancora non paiono incidere le sospensioni di 18 mesi introdotte per tutti i reati commessi a partire dal 03 agosto 2017.Particolare, poi, la questione legata ai riti alternativi, con i Giudici per le indagini preliminari ed i Giudici per le udienze preliminari che definiscono soltanto il 9% del contenzioso totale attraverso tali strumenti. 
L’obiettivo dichiarato dai rappresentanti del sistema giudiziario rimane quello di un netto snellimento delle procedure, accompagnato da un aumento delle risorse umane e tecnologiche al servizio dei Tribunali. Una sfida che spetta ora al Governo Conte ed al Ministro Bonafede raccogliere, dopo i non certo esaltanti risultati ottenuti sul tema della riforma della prescrizione dei reati.

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