Il banchetto di Salvini!

di Pasquale Ferraro.

Da quando è sorto questo governo, si è palesata sin da subito la distanza abissale, sia in termini politici, che pratici fra i due azionisti dell’esecutivo.

Ad una Lega rampante, con uomini e donne a proprio agio nelle file di governo si contrappongono i grillini, ancora intontiti dalle urla spagnolesche e giacobine delle piazze forcaiole, luoghi a loro più congeniti. A percepire questo divario oceanico è stato in primis l’elettorato che si è notevolmente proteso verso la Lega, che vede ampiamente aumentare i consensi, al contrario di un M5S che inesorabilmente vede allontanarsi le stelle e avvicinarsi le stalle. I dirompenti “rivoluzionari” sono finiti in bocca a Cronos, ed il Cronos in questione è Salvini, il quale lentamente sta consumando la linfa vitale del grillismo, mostrandone al mondo il cialtronesco stile e la perenne e perdurante incompetenza. I miei coetanei ricorderanno la saga dei “Power Ranger in Space” in cui il temibile Dark Specter tentava di risucchiare i poteri di Zordon, cosi Salvini lentamente banchetta per nostra fortuna con le carcassa del Grillismo, che se è stata la più miserabile e imbarazzante di tutte le false rivoluzioni, merita di scomparire definitivamente nel nulla, lo stesso dal quale è emersa nella sua originaria forma di “Vaffa Day”, alla quale segui quella metamorfosi che ben tutti conosciamo e che ci ha portato agli onori della cronaca politica il nostro italico “Ché” Di Battista e il suo fido compare politico “Fidel” Di Maio. Ma questi due “desperados” hanno un alleato che la politica la mastica ed anche bene, che ne ha fatto il suo mestiere, la sua vocazione, e soprattutto c ha fatto la gavetta in modalità vecchia scuola,  usa twitter come un ciclostilo da sezione e non come lo smartfone di un adolescente complessato e pure deficiente, come alcuni parlamentari grillini che parlano “Dei Savi di Sion”, invece che parlare della prossima, futura recessione che già si intravede in un orizzonte mai abbastanza lontano.

La fine di questa storia è già scritta, le Parche hanno già in mano le forbici che recideranno il grillismo, non sappiamo il giorno, non sappiamo l’ora, ma sappiamo che avverrà, ne conosciamo  il carnefice scelto dagli Dei: Cronos Salvini, il quale sulla sua stessa pelle “giudiziaria”, sta crocifiggendo le ipocrisie grilline, fondate sul fanatismo giustizialista e sulla perenne idea fondamentalista di epurare chiunque non si conformi alla dottrina. Ed è per questo che se l’area “poltronista” del M5S optasse per salvare Salvini inevitabilmente firmerebbe la propria condanna a morte, come paradossalmente avverrebbe se l’ala radicale e giustizialista ottenesse un voto conforme al dogma grillino. Insomma lo scenario è chiaro: il ministro degli interni ha ingabbiato il grillismo nel recinto dei propri dogmi, iniziando così la fase decisiva del banchetto di cui unica e sola portata è il Movimento cinque stelle.

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