“Un caffé con… Mattia Sisti”

Di Nello Simonelli

Per la puntata di “Un caffé con…”, siamo qui con Mattia Sisti, laureato in Filosofia e con un Master in Filosofia Antica conseguito presso l’Università di Durham. Dopo aver vissuto per un periodo a Beijing, sta conseguendo un dottorato in Filosofia presso l’università di Oxford e, nel frattempo, scrive su Business Insider Italia, Atlantico e Stradeonline. 
Mattia, il caffé è ancora bollente, quindi procediamo prima alle domande.

1) Mai come oggi si cominciano a vedere i risultati della politica di espansionismo economico cinese. Qual è l’impatto della “Nuova via della seta” sulle politiche economiche dell’Unione Europea? 

Sono alquanto scettico sulla possibilità che la Nuova via della seta raggiunga l’Europa come si annunciava solo qualche anno fa per due ragioni. Primo, come sostiene Gordon Chang, uno tra i massimi esperti di Cina che ho recentemente intervistato, la Nuova via della seta è destinata al fallimento in quanto Beijing non possiede il denaro per finanziare questo progetto. Secondo, l’Europa rimane, sia nel suo complesso sia come Unione Europea, fortemente atlantista. Mi risulta difficile credere che l’Europa accetterà così alla leggera investimenti—se mai dovessero arrivare—da un paese attualmente ingaggiato in una guerra commerciale con gli Stati Uniti come la Cina.


2) Quali potrebbero essere le conseguenze di una hard Brexit per l’Eurozona?


Il sentimento prevalente che si respira ad Oxford, dove studio, è questo: la hard Brexit sarebbe un disastro per il Regno Unito sotto tutti i punti di vista, specialmente su quello economico. Per stare ai dati oggettivi più recenti: le grandi compagnie finanziarie, banche d’investimento e law firms hanno già fatto preparativi per spostare la loro sede altrove, presumibilmente a Francoforte o a Parigi. Inoltre, si parla con molta insistenza del fatto che sicuramente ci sarà un grande rallentamento nello scambio di merci di ogni tipo, inclusi medicinali e derrate alimentari, tra Regno Unito e Eurozona. Insomma lo scenario economico che si profila all’orizzonte non sembra dei più rosei. Mi piace molto la definizione di Federico Punzi e Daniele Capezzone al riguardo: la Brexit è una challenge, ‘una sfida’: sembrerebbe che stia diventando una overwhelming challenge, ‘un’enorme sfida’.

3) Ci avviamo realmente verso un nuovo periodo di recessione? Saremo in grado di assorbire il colpo?


Molti paesi lo sono già, ma tra questi c’è anche l’insospettabile Dragone cinese. Durante la mia intervista, Mr. Chang mi ha fatto notare come, contrariamente a quanto si crede e a quello che Beijing sostiene, la sua economia è quasi sicuramente in uno stato di contrazione. Lo dicono i dati relativi al commercio, tutti in profondo rosso, e il calo di vendite registrate da Apple.

4) Elezioni europee: si virerà realmente verso un duopolio PPE – SOVRANISTI?  

Sono convinto che questo sia lo scenario più probabile. Che piaccia o meno in tanti paesi europei molti elettori voteranno i partiti sovranisti per una marea di ragioni diverse che sarebbe riduttivo cercare di spiegare in questo momento. Tanti altri invece opteranno per partiti europeisti, tra cui il PPE. Una cosa comunque è certa: la vittoria di Donald Trump alle elezioni del 2016 ha veramente cambiato il mondo e le conseguenze di questo incominciamo a sentirle anche noi in Europa, con uno sfasamento temporale di qualche anno dato che in America le cose succedono sempre prima che altrove, come giustamente sosteneva Oriana Fallaci. 

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *