“Ramelli assente” e “più foibe meno fasci”: tutto l’odio dei finti buoni si riversa sui muri di una scuola

di Chiara Soldani.

Rigurgiti antifascisti. Dopo la corona di fiori bruciata, numerosi atti vandalici susseguitisi negli anni, l’ultimo oltraggio alla memoria di Sergio Ramelli si è consumato sui muri della scuola media di via Tabacchi (nel Municipio 5 di Milano). “Ramelli assente” da una parte e “più foibe meno fasci” dall’altra: giusto per ribadire lo squallore conclamato che non risparmia neppure la memoria dei defunti. E tutto questo, a neppure una settimana dalla commemorazione delle foibe: ovvero il giorno del ricordo, istituito da una legge del 2004. Gli italiani infoibati e gli istriani, fiumani e dalmati costretti all’esodo di cui tuttora si fatica a parlare, sono le cosiddette “vittime di serie B”. Quegli ingombri scomodi, fra le pagine più buie della storia. Dopo il gravissimo episodio negazionista perpetrato dall’Anpi Rovigo, ecco l’ennesimo oltraggio a quei “morti di cui è meglio non parlare”. Gli stessi che manifestano in difesa dei migranti, imbrattano muri e negano le foibe. Un bipolarismo politico e storico, ipocrita e indegno.

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