Un caffè con… Fulvio Martusciello

di Nello Simonelli

Per la quinta puntata della rubrica “Un Caffè Con…”, abbiamo l’onore di sederci al tavolino con Fulvio Martusciello, Europarlamentare di Forza Italia, Presidente della Delegazione per le Relazioni con Israele, Membro della Delegazione dell’Assemblea Parlamentare dell’Unione per il Mediterraneo, della Commissione per il Controllo dei Bilanci e della Commissione per i Problemi Economici e Monetari.

In attesa che il caffè si raffreddi, posso porgerLe le domande?

“Certamente, ma non darmi del Lei, diamoci del tu”

L’Europa è in crisi di consenso: quale ricetta per tornare ad essere un’Europa vincente?

“La ricetta è quella, come sostiene anche il nostro Presidente Antonio Tajani: costruire insieme un’Europa davvero in grado di dare risposte efficaci e certe ai cittadini, più vicina a loro. Occorre ripristinare uno spirito di solidarietà tra i Paesi europei, come avveniva fino a 10 anni fa, tornando sui valori condivisi e sulle basi della fondazione dell’UE. Per tornare ad essere un’Europa vincente c’è un’unica strada: i Paesi dell’UE devono affiancare, al loro essere Nazioni, un reale spirito comunitario”.

Regionalismo si, regionalismo no: quali rischi e quali opportunità per il Sud?

“Abbiamo bisogno di un Sud più unito e più forte. La parola Autonomia può spaventare ma non se affrontata con un programma serio, equo e condiviso. Io credo che non bisogna avere paura del cambiamento. Spesso il cambiamento è un’opportunità da non perdere. Ma in esso dobbiamo essere garanti del diritto alla salute, all’istruzione ed all’assistenza per tutti, da Nord a Sud. Quindi NO ad un federalismo che si limita a spezzare in due tronconi l’Italia, SI invece ad un federalismo responsabile che punti all’efficienza ed alla capacità di gestione delle singole Regioni”.

Gilet Jaunes: saranno il Movimento 5 Stelle d’oltralpe o si disgregheranno col passare dei giorni?

“Certamente si disgregheranno, ce lo auguriamo tutti. La storia recente insegna che la violenza non porta a nulla di positivo e costruttivo. Il Movimento 5 Stelle non è mai stato un movimento violento, ma ci sembra inconcepibile, sia per l’Italia che per l’Europa, che il Vicepremier Di Maio sia andato in Francia anche solo per incontrarli. E’ l’ennesima dimostrazione del fallimento del M5S”.

Forza Italia è chiamata al ringiovanimento a partire dall’ambito locale. Berlusconi auspica il rinnovamento, ma nessuno vuole fare spazio realmente ai giovani. Il partito ha un futuro?

“Forza Italia è il futuro. Ci saranno grandi cambiamenti. Berlusconi sa ed ha sempre saputo decidere saggiamente. Personalmente, incontro giovani forzisti tutti i giorni: credono in Berlusconi e nei programmi di partito, per cui è giusto e doveroso dargli ruoli e spazio. Ad oggi, l’unica certezza che si ha nella politica nazionale è che il popolo vuole il Centrodestra e che questo, unito nelle sue componenti, vince e convince. Abbiamo iniziato dall’Abruzzo, presto toccherà alla Calabria, alla Puglia ed alla Campania”.

Lei è da sempre una delle figure più attive nel sottolineare l’importanza per l’Italia di accedere correttamente ai fondi europei. Ad oggi gli italiani sono in grado di usufruirne in modo ottimale?

“Diamoci del tu. Ad ogni modo no, non lo sono ancora e la responsabilità di questa incapacità è delle Amministrazioni regionali, tra cui quella passata in Abruzzo (di Centrosinistra, n.d.r.), che hanno restituito a Bruxelles gran parte dei finanziamenti che erano stati loro attribuiti. Non è facile spendere i Fondi europei, ma nemmeno impossibile, dato che gli altri Paesi lo fanno regolarmente da anni. E’ sinonimo di una scarsa preparazione ed è fondamentale, per permettere un utilizzo ottimale dei Fondi, formare adeguatamente il personale ed avvicinare l’Europa ai Comuni ed alle Regioni”.

Il tempo del caffè è esaurito e il nostro ospite mi fa segno con la testa che deve scappare.

“Dove va ora, Onorevole?”.

Tra le persone. Bisogna tornare a dialogare con loro”.



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