L’autonomia serve da Nord a Sud

di Paolo Muttoni


Costituzione Italiana, Articolo 116: “Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui al terzo comma dell’articolo 117 e le materie indicate dal secondo comma del medesimo articolo alle lettere l), limitatamente all’organizzazione della giustizia di pace, n) e s), possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei princìpi di cui all’articolo 119. La legge è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata”

In questi giorni si sta aprendo un dibattito surreale sulla questione della autonomie. Siamo passati da De Luca che ha annunciato ricorso alla corte costituzionale (fa già ridere cosi) a quelli che hanno cominciato a gridare alla secessione, fino all’illuminato De Magistris (Sindaco di Napoli) che ha annunciato un Referendum per l’autonomia della città di Napoli.
Insomma: chi più né ha più né metta.

La realtà presentata dalla volontà veneta, lombarda ed emiliano-romagnola rappresenta – a mio parere, il futuro della nostra penisola.
Oggi è fondamentale per la vita storica del nostro paese. Fin dal 1861 è stato imposto lo stato centralista che dominava senza grande respiro per gli enti locali, poi nel corso degli anni ci si è resi conto che questo modello non era proprio il massimo del benessere e siamo arrivati alle riforme in senso regionalista del 2001, ma anche qui non è abbastanza perché la nostra costituzione oggi contempla la costruzione di uno stato regionale , che non è né centralista né federalista, per meglio dire è una via di mezzo, un lavoro all’Italia, anzi un compromesso democristiano.

Ma l’autonomia a chi Serve, e quali sono le conseguenze ?


Innanzitutto va precisato che l’accordo ancora non c’è, per le resistenze dei 5stelle, e tutte quello che si dice è molto soggettivo ed ideale, comunque.

Prendiamo i numeri, visto che vanno tanto di moda. Nel 2016 la Lombardia ha speso per abitante 2.563 euro, mentre mediamente lo stato italiano né ha spesi 8.373. Già qui si nota moltissimo la differenza, e di come non conti quanti soldi vengono dati ad una regione ma il modo il cui questa regione spende i soldi.

Altro esempio. In un servizio delle Iene di domenica scorsa si è denunciata la situazione dell’ospedale di Locri in Calabria. Struttura fatiscente, assenza di personale, assenza di primari e di macchinari. Costo di questo baraccone 800 milioni all’anno. Il policlinico di Milano, che è anche di dimensioni maggiori, spende 400 milioni l’anno.

E si potrebbe andare avanti a iosa con esempi che dimostrano come serve l’autonomia a questo paese, serva da nord a sud.
Così da creare senso di responsabilità nei confronti delle proprie entrate ed uscite.
Bisogna che si fermi questo lento e macchinoso processo di colpe attribuite, iniziando così a guardare l’autonomia come una svolta e non un limite.

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