Esplorando lo Stivale: Treviglio #2

A cura di Samuel Tavoletti, Manuel Berardinucci e Noemi Mascioli

Storia

Treviglio nacque dall’unione graduale di tre insediamenti differenti: Cusarola (di origine gallica); Pisignano (di origine romana); Portoli (di origine longobarda). La fusione, avviata per scopi difensivi in un periodo instabile come l’Alto MedioEvo, avvenne gradualmente. Non si conosce infatti una data ufficiale di fondazione del comune. Il nucleo originario era cinto di mura che vennero estese attorno all’anno Mille, quando la popolazione di Treviglio fu accresciuta dall’avvio degli abitanti del vicino comune di Oriano (rimasto distrutto durante gli scontri tra Arduino d’Ivrea ed Enrico II). Successivamente il borgo venne ripetutamente occupato dai veneziani, dai francesi (dalla cui occupazione si salvarono, secondo la leggenda popolare, grazie alla miracolosa lacrimazione della Madonna affrescata nel monastero delle Agostiniane, dinnanzi alla quale il generale d’oltralpe avrebbe deposto elmo e spada, tutt’oggi conservati, e ordinato il ritiro delle truppe) e dagli spagnoli (durante il periodo spagnolo Treviglio venne costituita in Feudo e posta all’asta, ma i Trevigliesi si opposero al provvedimento e, dopo aver perso la causa contro il Senato di Milano, si autotassarono e riscattarono il Feudo, a dimostrazione, e come monito per i posteri, che la sovranità non si elemosina, si conquista).

Economia e politica

Fino alla seconda metà del Novecento, quello primario è stato uno dei settori portanti dell’economia di Teviglio, grazie alla canalizzazione dei vicini fiumi avvenuta in periodo medievale. Successivamente conobbe un forte sviluppo del secondario. Hanno infatti sede nella cittadina numerose industrie, che beneficiano di ottimi collegamenti ferroviari e stradali, tra cui ricordiamo la SDF (primo produttore di trattori in Europa), la Bianchi (produttrice di biciclette) e la tipografia Eurogravure. Anche il settore terziario si è ampiamente insediato e sviluppato nel territorio comunale, ove hanno sede innumerevoli assicurazioni, e banche. Nonostante le innegabili bellezze, invece, i flussi turistici non sono di particolare intensità, se non in concomitanza di gemellaggi o eventi come la festa del Miracolo.

Attrazioni

Ancora in festa per la “Madonna delle Lacrime”, Treviglio è una meta turistica da non perdere, sopratutto in questi giorni in cui tutti i cittadini si riuniscono per festeggiare l’orgoglio di essere trevigliesi.

Tra storia, arte, cultura e religione, questo comune riesce a soddisfare le esigenze di vari target turistici nonostante una superficie di soli 31,54 km2.

Da non perdere è, naturalmente, il “Santuario della Madonna delle Lacrime”, opera del noto architetto Fabio Mangone.

Così imponente da non poter mancare nel nostro viaggio, il “Campanile di Treviglio” è il simbolo ineguagliabile della città.

Miracolosa ed affascinante, all’interno di essa sono ancora conservati la spada e l’elmo del generale francese Odet de Foix, il quale fu fermato dalle lacrime della Madonna dal distruggere il famoso santuario.

Grazie alla sua fama, esso è raffigurato nel francobollo emesso da Poste Italiane, in occasione del millenario, che appartiene al “Patrimonio Artistico e Culturale Italiano”.

Dal punto di vista artistico e culturale, la città offre musei, teatri, cinema e una nota orchestra di fiati, “Il Corpo Musicale Città di Treviglio”, che potrà intrattenervi con numerosi concerti.

In poche parole, Treviglio è una città in cui sarà difficile annoiarsi!

Piatti tipici

Tra un sorriso ed una lacrima, in uno dei borghi più conosciuti della bassa bergamasca nasceva un famoso dolce.

Con la sua pasta frolla granulosa e il suo interno ripieno di mandorle e burro la torta rimane morbida evidenziando un sapore autunnale, consigliata per accompagnare un’ottima cioccolata calda. La “turta di treì”,oltre a riportare il sole in una giornata grigia e nebbiosa, risulta il piatto tipico di Treviglio.

Il dolce nasce, quasi per puro caso, durante una festa patronale avvenuta negli anni 90. La Proloco comunale organizzò una gara di cucina tra casalinghe: inventare una torta che ricordasse la loro amata Madonna delle Lacrime.

La preparazione del piatto è molto semplice e gli ingredienti sono pochi, non a caso Treviglio è conosciuta come una delle città con cucina povera, classico della pianura lombarda.

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