Un anno è già passato dalla tua scomparsa: ciao Davide Astori, ci manchi.

di Fedele Albrizio.

Oggi ricorre l’anniversario della scomparsa del calciatore Davide Astori; capitano della squadra di calcio della Fiorentina.
Egli era il fulgido esempio di un calcio fatto di correttezza, rispetto, lealtà e sani valori.
Quella maledetta domenica è impressa nella mia mente ancora oggi: mentre ero in giro per i seggi della mia Bisceglie(concomitanza con le elezioni politiche), un amico mi inviò un messaggio. Il testo citava:”Davide Astori è morto stamattina ad Udine”
Il mio cuore dopo quelle 7 parole si chiuse in una morsa e scoppiai in un pianto senza freni.
Davide fu rinvenuto senza vita nell’albergo ad Udine che ospitava la Fiorentina, poiché quel maledetto giorno si doveva disputare, alla Dacia Arena, la partita Udinese-Fiorentina, valida per la 27esima giornata di Serie A.
La notizia fece il giro immediatamente di tutti i telegiornali e dei social network.
I match in tutta Italia che si sarebbero dovuti disputare quel giorno furono rinviati a data da destinarsi.
Tutto il mondo del calcio si strinse attorno alla Fiorentina e alla famiglia di Davide per la tragica scomparsa. Davide lasciò la compagna Francesca Fioretti, dalla quale aveva avuto una figlia di nome Vittoria. I messaggi di cordoglio che arrivarono furono moltissimi: non soltanto dal mondo del calcio. Il mondo politico mostrò la propria vicinanza e la propria tristezza per la scomparsa non solo di un grande calciatore ma anche di un grande uomo. La Fiorentina e il Cagliari, dopo la sua morte, ritirarono la maglia numero 13 che Davide solitamente indossava in onore del suo idolo Alessandro Nesta. Davide quello stesso giorno fu trasferito a Firenze e dalla autopsia i medici hanno riscontrato che la causa del decesso è stata una morte cardiaca improvvisa, seguita a una fibrillazione ventricolare dovuta a una cardiopatia aritmogena. Astori riposa a San Pellegrino Terme, sua città natale che si trova in provincia di Bergamo.
Il funerale fu qualcosa di imponente ma allo stesso tempo triste. Ricordo le sciarpe dei tifosi della Viola e l’intitolazione di diversi cori in suo onore.
Tra i tanti esponenti del mondo calcio presenti, una scena mi è impressa ancora oggi: Buffon; portiere della Juventus, appena arrivato in chiesa fu sommerso da cori nei suoi confronti a dimostrazione che il calcio non deve vissuto con angheria e con rancore.
Durante la giornata di campionato appena passata, in tutti i campi d’Italia al minuto numero “13” tutte le partite si sono fermate ed hanno reso omaggio a Davide e il tutto è stato condito con un applauso in ogni stadio d’Italia.
Ciao Davide, quel sorriso non lo dimenticheremo mai.

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